BRUXELLES – L’Unione europea corre ai ripari e prepara uno scudo contro il caro bollette e la fiammata del petrolio. Il sistema Ets – Emission Trading System – resta al centro della strategia. “Stiamo accelerando il lavoro sulla prossima revisione per definire una traiettoria di decarbonizzazione più realistica oltre il 2030”. Questo il monito della presidente della Commissione Ursula von der Leyen nella lettera rivolta ai leader Ue in vista del vertice del 19 e 20 marzo.
La direzione politica è chiara: protezione per l’industria europea più esposta, più attenzione alla competitività e nessuna demolizione del quadro verde. In altre parole, aiuti più flessibili e aggiustamenti mirati, ma non una marcia indietro generale. Anche se, la Commissione, ammette la necessità di rendere più credibile e gestibile il percorso nei settori industriali sotto pressione.
Italia e altri otto Paesi Ue: “Preoccupati per l’Ets”
Dal canto loro, l’Italia e altri otto Paesi non ci stanno. A margine del Consiglio Ue Ambiente, in programma oggi – 17 marzo – a Bruxelles, si è tenuta una riunione di coordinamento tra Italia, Grecia, Croazia, Romania, Repubblica ceca, Slovacchia, Ungheria, Austria e Polonia per trovare una linea comune sul quadro climatico post 2030. A quanto si apprende da fonti italiane, è emersa una “diffusa preoccupazione per l’incidenza dell’Ets, sia quello sulla produzione termoelettrica che quello sull’industria sulle economie” europee. La volontà, quindi, è quella di proporre “iniziative comuni” per affrontare il problema.
Berlino: “L’Ets è efficace e flessibile”
Nel frattempo, la Germania difende l’operato europeo. “L’Ets è efficace e flessibile, servono solo lievi modifiche”, dichiara il ministro tedesco dell’Ambiente Carsten Schneider.
Bruxelles vuole rafforzare la riserva di stabilità del mercato dell’Ets
Bruxelles, però, non sembra voler fare un passo indietro ed è pronta anche a presentare una proposta per rafforzare la riserva di stabilità del mercato dell’Ets, “affinché possa affrontare in modo più efficace l’eccessiva volatilità dei prezzi e mantenerli sotto controllo nel breve termine”.


