Europee, i fanalini di coda. Tsipras e Ncd sopra il 4%

alexis-tsiprasMai fidarsi dei sondaggi. Ad una settimana dalle ultime intenzioni di voto rese note, il quadro dei vincitori appare molto diverso rispetto a quello prospettato. E la cosa non sarà dispiaciuta ad Alexis  Tsipras, che nelle previsioni non doveva superare lo sbarramento del 4%, traguardo invece più vicino per Fratelli d’Italia. Il quadro si è capovolto nella realtà. A poche ore dall’annuncio della vittoria del leader di Syriza in Grecia, arriva la buona notizia italiana: l’Altra Europa ce l’ha fatta, anche se per il rotto della cuffia. In una elezione che per la prima volta in Italia non ha visto partecipare un partito comunista. Rifondazione, così come Sel, infatti, hanno ritirato la candidatura per appoggiare la lista Tsipras. Nelle europee del 2009 i due partiti, che avevano gareggiato separatamente, si erano entrambi fermati a poco più del 3%. Resta fuori invece Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni (3.6), che tuttavia quasi raddoppia il suo gradimento rispetto alle politiche dello scorso anno, dove aveva raggiunto l’1,9%. Ce la fa anche il Nuovo centro destra in coalizione con l’Udc, superando di poco la soglia di sbarramento (4,38%). Numero esiguo se si considera che al momento il partito è alleato con la forza al governo e provengono dalle sue schiere alcuni dei ministri dell’attuale esecutivo.Anche i voti del Sud hanno contribuito a far ottenere alla Lega Nord il 6,16%. Meno rispetto alle europee del 2009 (10,2%) – quando ancora gli scandali non avevano colpito la Lega – ma più rispetto alle politiche 2013 (4,09%). Il risultato è dovuto sicuramente all’effetto Salvini, il nuovo carismatico segretario del Carroccio che sta facendo ricrescere i consensi attorno al partito di Bossi e che, puntando sullo slogan “Basta euro”, ha percorso l’Italia da Nord a Sud, convincendo anche elettori per definizione non vicini al suo partito. Avventura destinata a giungere alla fine quella di Scelta Civica, alla luce del nuovo disastroso risultato elettorale. Il partito, nato dalle ceneri del governo tecnico di Monti, non riesce a superare lo 0,71%. Fa ancora meno l’Italia dei Valori, solo quattro anni fa all’8%. Affondata la credibilità della leadership di Di Pietro a questa tornata non va oltre lo 0.65.

Silvia Renda

Silvia Renda

Nata a Lamezia Terme il 20 Aprile 1991. Vive da qualche anno a Roma dove ha conseguito la laurea triennale con votazione 110 e lode in Scienze della comunicazione (percorso giornalismo, uffici stampa e relazioni pubbliche) presso l’Università Lumsa, con una tesi dal titolo “La nuova vecchia retorica politica italiana: comunicazione nell’era della politica pop”. Ha collaborato con redazioni giornalistiche online. E' attualmente praticante della Scuola di Giornalismo dell’Università Lumsa.