Impianto dell'ex Ilva di Taranto | foto Ansa

Ex Ilva, fallisce l'accordotra il governo e Mittal Si ferma l'indotto

In allerta anche i sindacati Commissariamento sempre più vicino

TARANTO – Nessun accordo e trattative in precario equilibrio tra il governo e ArcelorMittal per un’uscita senza scossoni del colosso indiano da Acciaierie d’Italia. L’ex Ilva di Taranto è sempre più vicina all’amministrazione straordinaria, una procedura che ha come scopo la conservazione, in tutto o in parte, di un’azienda di grandi dimensioni dichiarata insolvente. Il governo potrebbe annunciarla ai sindacati durante il tavolo previsto per il 18 gennaio a Palazzo Chigi.

La decisione chiuderebbe la partita con Mittal per il controllo dell’azienda, ma – oltre a comportare notevoli strascichi giudiziari – rischia di aprire un fronte ostile con i sindacati che da tempo si dichiarano contrari alla misura.

Si fermano le aziende dell’indotto 

A temere l’amministrazione di sostegno sono anche le aziende dell’indotto. Aigi, Casartigiani e Confapi Industria hanno annunciato lo stop “a oltranza di tutte le attività lavorative delle proprie associate all’interno dello stabilimento siderurgico di Taranto” a partire dalle 6 di giovedì 18 gennaio. Il motivo sono le mancate rassicurazioni sulla tutela dei crediti vantati nei confronti di Acciaierie d’Italia che, per fatture emesse e non incassate al 31 dicembre scorso, ammontano – secondo le associazioni – a 120 milioni. Crediti che l’amministrazione straordinaria renderebbe “carta straccia”, come già accaduto nel 2015 quando l’indotto, a fronte della medesima situazione, perse 150 milioni di euro. Escluse dal fermo, però, le prestazioni che riguardano la sicurezza degli impianti. Anche il presidente della regione Puglia, Michele Emiliano, nel corso di un’intervista a Radio24, ha sottolineato la necessità di “garanzie per le aziende dell’indotto”.

Le misure a sostegno dei lavoratori 

Nel decreto approvato il 16 gennaio dal Consiglio dei ministri il governo ha rafforzato, in caso di ricorso all’amministrazione straordinaria, le misure – già presenti nell’ordinamento – a tutela della continuità produttiva e occupazionale delle aziende in crisi. Previste anche garanzie di cassa integrazione straordinaria. “Non lasceremo indietro i lavoratori” assicura la ministra del Lavoro e delle Politiche sociali Marina Calderone, che promette attenzione anche verso i lavoratori dell’indotto.

L’esecutivo a caccia di soci

Gli sforzi del governo, tuttavia, sono tesi anche alla ricerca di nuovi soci con cui tracciare il futuro della siderurgia a Taranto e negli altri stabilimenti di Acciaierie. In questo senso avrà un peso particolare il Piano siderurgico nazionale già annunciato dal ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso.

Maddalena Lai

Sarda, laureata in Giurisprudenza e aspirante giornalista. Mi piacciono la scrittura, la politica e i diritti. Ho una vocazione per le cause perse e le domande scomode.