LUSSEMBURGO – Niente aiuti per l’energia all’ex Ilva. È questa la decisione della Corte di Giustizia dell’Unione europea relativa alla situazione di grave crisi economica in cui versa Acciaieria d’Italia, con gli impianti destinati a fermarsi alla fine ottobre.
Secondo l’organo di giustizia dell’Ue, un’impresa in difficoltà non può beneficiare delle agevolazioni da parte dei governi dei Paesi Membri previste per le aziende a forte consumo di elettricità e gas.
Che cosa è successo
La vicenda nasce nel 2024 quando le autorità italiane avevano respinto le richieste del gruppo siderurgico per l’accesso ai benefici nel 2025 richiamando l’amministrazione straordinaria e lo stato di insolvenza. Così Acciaierie d’Italia ha fatto ricorso alla Corte Ue.
Se per accedere a una determinata procedura concorsuale è necessario accertare che l’impresa sia insolvente, allora quell’azienda, in base a quanto previsto dalla Corte, può essere considerata un’impresa in difficoltà ai fini della disciplina europea sugli aiuti di Stato.
Al giudice italiano spetta di verificare il presupposto e decidere. Nessuna deroga invece alle regole europee che escludono le imprese in difficoltà dagli aiuti destinati alle aziende ad alto consumo di energia, anche quando la procedura concorsuale mira a riportare l’impresa alla redditività.


