Il ruolo della Natodurante il rapimento Morotramite Stay Behind

Falco Accame, ammiraglio, è stato Presidente della Commissione difesa della Camera durante il periodo del rapimento di Aldo Moro. E’ autore del libro “Moro si poteva salvare. 96 quesiti irrisolti sul caso Moro”, sostiene da anni che gli Stati Uniti giocarono un ruolo fondamentale nella vicenda. Ai microfoni di LumsaNews spiega per quale motivo l’America si interessò del rapimento di un politico italiano.

Falco Accame, che ruolo ebbero gli Stati Uniti nel caso Moro?

In quegli anni gli Stati Uniti erano preoccupati della crescita del comunismo in Europa e in Italia. Aldo Moro era considerato un pericolo perché rappresentava la possibilità di crescita del Partito Comunista Italiano (Pci) in quanto voleva portare i comunisti italiani al Governo. Tutta la questione del caso Moro si innesca su questo fatto.

Cosa fecero, in concreto, gli Stati Uniti?

Pensarono di mettere in piedi un’organizzazione chiamata Stay-Behind. All’apparenza questa doveva essere impiegata per operazioni di lotta partigiana. In realtà, però, sotto questa apparenza di nobili intenti ciò che alla CIA premeva era di avere a disposizione delle forze armate che non fossero alle dipendenze dell’esercito italiano né dei servizi segreti italiani. Questo è l’elemento che ha giocato nel Caso Moro la questione stay beind,cioè la messa in vita di queste forze che agivano sotto la direzione dell’Ufficio Ricerche dei servizi segreti. Questa era una forza assolutamente irregolare perché, in Italia, i servizi segreti in base alla legge 7/801, hanno solo compiti di informazione e non possono intervenire nella lotta armata.

Quanto ha inciso il ruolo della Stay Behind in Italia?

A questa domanda si può rispondere in modo parziale perché tutta la documentazione venne fatta distruggere. Fortunatamente si salvò qualche documento relativo al Piano Operazione Delfino. Questo piano, i cui documenti furono ritrovati a Roma, in Via del Policlinico 131, è di grandissima importanza. Questa operazione mette in luce quali operazioni il Gladio doveva svolgere per impedire la crescita del Pci.

Qual è, invece, il collegamento tra la morte di Moro e il traffico internazionale di ami?

È chiaro che agli israeliani e agli americani l’idea del trasporto di armi che passavano dall’Italia ai movimenti palestinesi e le altre armi che dai movimenti passavano dall’Italia era molto invisa. Sia i servizi segreti statunitensi che i servizi israeliani erano molto contrariati da queste operazioni che, purtroppo, avevano il beneplacito di Moro. Moro, in qualche modo, fu un contributore di questa situazione in quanto aveva stabilito questi rapporti con movimenti di liberazione palestinesi.

Secondo lei, Aldo Moro poteva essere salvato?

Sì, Aldo Moro si poteva salvare. Questo è il vero problema. Si poteva salvare se i servizi segreti si fossero comportati in modo corretto. Dietro secondo me c’è una grande operazione massonica.

Luisa Urbani

Nasce a San Benedetto del Tronto il 21 agosto del 1990. Conseguita la maturità scientifica si laurea in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Macerata elaborando una tesi in diritto internazionale. Negli anni della laurea collabora con testate giornalistiche on line e come portavoce di personaggi politici locali.