Femminicidio: uccide la moglie gettandola dal nono piano a Cologno Monzese

Era stata picchiata più volte dal marito, ma non lo aveva mai denunciato. Aveva sopportato per sei anni la violenza e i lividi per amore. Così la madre e un’amica di Silvana H., prostituta albanese di 31 anni, raccontano il rapporto della donna con il marito connazionale, Lelsni Zef, che durante una lite avvenuta domenica sera l’ha scaraventata dal nono piano del condominio in cui vivevano, in via Luigi Einaudi, Cologno Monzese. È ancora femminicidio.

Dalla simulazione del suidicio all’arresto. “Era così gelosa. Così disperata, che al termine dell’ennesima lite tra noi ha preferito buttarsi fuori dalla finestra piuttosto che continuare questa vita tribolata”. Sono da poco passate le 21, al 118 è stato dato un allarme di suicidio. Parlando ai carabinieri di Sesto San Giovanni, Zef racconta così la tragedia. Non un velo di dolore nel il primo tentativo di simulare un suicidio, presto smascherato dagli investigatori. Sulla schiena e sul ventre di lui, i graffi segni di una colluttazione e del tentativo della donna di aggrapparsi al marito prima del volo mortale dalla finestra. È finito in manette, Zef: l’accusa del pm di Monza, Alessandro Pepè, che segue le indagini, è di omicidio volontario.

Il movente. Dietro la morte di Silvana H., ci sarebbe, secondo le prime ricostruzioni degli inquirenti, una relazione extraconiugale del marito con un’altra donna in Albania. È da lei che il 30enne – disoccupato, con diversi precedenti per reati contro il patrimonio – sarebbe stato fino a venerdì, giorno in cui, stanca di sopportare, Silvana sarebbe partita per riportarlo a casa. Prima l’incontro con l’amante, poi il tentativo di salvare un matrimonio, già ferito da percosse e soprusi. Domenica l’ultima lite e la fine atroce della giovane donna, innamorata fino all’ultimo di quell’uomo che si è liberato di lei gettandola nel vuoto.

Anna Serafini