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HomeEsteri Ft: “Truppe estoni verso il confine russo”. Merz a Kiev: “Putin chiuda la guerra”

Russia, l'Estonia muove
le truppe verso il confine
Merz vola a sorpresa a Kiev

Il Cancelliere: "Putin chiuda la guerra"

Preoccupa il rapporto Onu sulle vittime

di Giacomo Basile05 Ottobre 2026
05 Ottobre 2026
Estonia

Foto Ansa

TALLIN – Inaspettati sviluppi nel Risiko europeo. L’Estonia decide di spostare permanentemente le truppe verso il confine con la Russia e di dotarsi di armamenti in grado di colpire in profondità il territorio del Cremlino. La notizia – riportata in esclusiva dal Financial Times – riaccende la paura di un potenziale allargamento del fronte ucraino. Secondo i vertici militari di Tallin, un attacco russo alla Nato – nei prossimi due anni – sarebbe improbabile, ma lo sarebbe meno un conflitto con la piccola nazione baltica. La mobilitazione delle armate non è passata inosservata a Mosca, che garantisce di star “monitorando e valutando adeguatamente la situazione ai confini”. 

La visita a sorpresa di Merz a Kiev

E mentre in Estonia le truppe marciano verso il confine russo e in Ucraina continuano a piovere droni, il cancelliere tedesco Friedrich Merz vola a Kiev. Ieri, 4 ottobre, il leader della Cdu si è recato a sorpresa nella capitale per ribadire il sostegno militare e politico tedesco per la causa ucraina. “Signor Putin, ponga fine a questa guerra priva di senso! Siamo pronti ai colloqui”, così un Merz reaganiano si è rivolto all’ultimo zar per chiedere il silenzio delle armi. Ma mentre il cancelliere invoca la pace, nei cieli di Kiev continuano a sibilare i droni del Cremlino. Proprio nella mattinata di ieri, poco prima dell’arrivo di Merz, gli Ffpv russi colpivano il ponte nord sul Dnipro. Mossa che ha fatto infuriare anche il premier Volodymyr Zelensky che ha promesso una reazione proporzionata. 

Il cancelliere tedesco Friedrich Merz (a sinistra) e il premiere ucraino Volodymyr Zelensky omaggiano i caduti in Piazza Maidan a Kiev | Foto Ansa

I Patriot che mancano e le minacce del Cremlino

Ma le promesse non spaventano Putin. Neanche quella di Merz, che assicura più di un miliardo di dollari di aiuti militari e l’impegno ad aiutare con la ricostruzione degli impianti energetici. All’appello manca la merce più rara di questa guerra: i missili Patriot. Questo lo sa bene il Cremlino che tramite il suo portavoce Dmitry Peskov risponde alle provocazioni europee: “Siamo pronti a combattere anche per lo 0,1% del territorio del Donetsk. E coloro che ritengono possibile nutrire piani per sferrare un colpo devastante contro la Russia ne pagheranno il prezzo, proprio come ora l’Ucraina”. 

Il preoccupante rapporto Onu sulle vittime civili

Un rapporto dell’Onu, invece, riporta l’attenzione sul lato più atroce della guerra che spesso trova poco spazio tra le pagine di giornale, concentrate su geopolitica e retroscena. Si tratta di un dossier sulle vittime in Ucraina dei primi otto mesi del 2026: 15 mila tra morti e feriti, il 55% in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. A cui si aggiungono “un livello scioccante” di violenze sessuali e la devastazione di obiettivi civili, con una popolazione che ormai vive in un “costante stato di terrore”. Anche tra i russi – ha riportato il commissario Onu per i Diritti Umani Volker Turk – le vittime civili sarebbero in forte aumento, anche se i numeri restano incerti perché le autorità “non ci hanno concesso l’accesso” ai dati. Quello che è sicuro, ha detto Turk, è che “l’Ucraina è un laboratorio per la guerra con i droni” e che “abbiamo bisogno di interventi urgenti a livello internazionale per affrontare la carneficina causata da questi sistemi d’arma in tutto il mondo”.

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