Gabrielli vs Cialente, è polemica terremoto. Il Capo della Protezione civile: “Più produttivi gli emiliani degli aquilani”

È scontro tra Franco Gabrielli, capo del dipartimento della Protezione civile e Massimo Cialente, sindaco dell’Aquila. Nei giorni scorsi il primo cittadino aveva lamentato l’immobilità della ricostruzione dopo il terremoto che colpì la città quel 6 aprile 2009 e in cui persero la vita 308 persone. La risposta di Gabrielli è arrivata ieri tramite i microfoni di Radio Capital: “Ci sono molte cause ma anche il territorio ha le sue responsabilità. Io ho visto un territorio, quello emiliano, molto diverso dalla mia esperienza aquilana. C’è in alcune comunità un attivismo, una voglia di fare, che sono insiti. Gli emiliani hanno reagito meglio.”Ruota intorno al concetto di “progettualità di un territorio” la dichiarazione-accusa del capo della Protezione civile. E giù con i dati: “La Regione Emilia Romagna ha inviato  27 progetti”. Non ci sta Cialente che replica: “Altro che volontà e progettualità del territorio. La colpa è di un governo e di tutto un meccanismo che ha creato una governance in cui gli enti locali non avevano alcun ruolo. Da aprile al primo febbraio 2010 siamo passati dal potere assoluto della Protezione Civile a un regime di commissariamento, in cui la stessa organizzazione escludeva completamente un ruolo degli enti locali.”
E anche sui fondi è polemica. “Giovedì – ha annunciato Gabrielli – il comitato dei garanti esaminerà i progetti della Regione Emilia Romagna e spero venerdì di dare il via agli accrediti alla contabilità speciale della Regione”.
Sono infatti ancora in sospeso sul conto corrente della Tesoreria di Stato presso la Bancad’Italia 13,5 milioni di euro dei 15,1 milioni raccolti attraverso la campagna sms solidale 2 euro ai terremotati d’Emilia, lanciata dalla Protezione Civile. In merito allo stato dei fondi, Andrea Defranceschi, consigliere regionale, l’11 ottobre ha lanciato un’interrogazione a risposta scritta al Presidente dell’Assemblea Legislativa della Regione.
Intanto, il premier Mario Monti “ha firmato il decreto per la ripartizione dei fondi a favore delle Regioni (Emilia-Romagna, Lombardia, Veneto, Umbria e Abruzzo) colpite da eventi sismici”. 91 milioni di euro le risorse disposte, “ottenute, come si legge da una nota di Palazzo Chigi, dalla riduzione dei contributi in favore dei partiti e dei movimenti politici”.

Anna Serafini