Mafia, respinto in Germaniail ricorso di Maria Falconecontro una pizzeria

Il nome del locale offende la memoria dei magistrati Falcone e Borsellino

Siamo a Francoforte sul Meno, Germania, di fronte a una pizzeria che porta un nome importante sull’insegna. Si chiama “Falcone e Borsellino” ed è accompagnata da una foto diventata un pezzo di storia per il nostro Paese e non solo. La foto scattata da Tony Gentile che ritrae i due giudici insieme, sorridenti. Ma se l’osservatore sposta lo sguardo, accanto a quell’immagine ne troverà un’altra che raffigura don Vito Corleone, un personaggio diametralmente opposto preso dal celebre film Il Padrino. A decorazione dei muri della struttura, una serie di buchi a simboleggiare fori di proiettili.
È questa violazione della memoria dei due magistrati antimafia ad aver spinto Maria Falcone, la sorella di Giovanni, a fare ricorso contro il proprietario del locale Constantin Ulbirich e a chiedere al Tribunale tedesco di inibirgli l’utilizzo del nome Falcone nell’intestazione della pizzeria.

Ieri il ricorso è stato respinto. La motivazione è stata la mancata operatività del giudice Falcone in Germania che lo renderebbe noto nell’ambiente tedesco solo a una “cerchia ristretta di addetti ai lavori e non alla gente comune che frequenta la pizzeria”. I 30 anni trascorsi dalla morte del magistrato, inoltre, avrebbero reso meno sensibile la comunità al tema della lotta alla mafia.
Una sentenza che addolora. Inutili i documenti prodotti dalla Fondazione Falcone e dalla sorella del magistrato a conferma della rilevanza internazionale e del coinvolgimento che la Germania ha avuto nel lavoro del giudice palermitano.
Una sentenza che arriva proprio quando il valore dell’ereditarietà umana e professionale di Falcone viene riconosciuta a livello mondiale. Sono stati 190 i Paese che al termine della Conferenza delle Parti sulla Convenzione Onu contro la criminalità transnazionale, riunitasi a Vienna, hanno confermato all’unanimità il contributo che lui ha dato alla lotta al crimine organizzato internazionale.
Presto il ricorso in appello di Maria Falcone.

Francesca Funari

Mi chiamo Francesca Funari, sono nata il 2 luglio 1997 e sono di Norcia. Sono laureata in Scienze della Comunicazione. Ho lavorato con Il Nuovo Diario Messaggero e presso la Uil nazionale.