Il governo al lavoro sul DefPronto un extra-deficitda 55 miliardi di euro

Oggi il voto sul decreto Cura Italia Ancora tensione tra i grillini sul Mes

Ore frenetiche a Palazzo Chigi per varare il Def, che segna i numeri dello shock economico del Coronavirus in Italia, facendo da cornice alle misure anti-crisi. È iniziato questa mattina il Consiglio dei ministri. Sul tavolo, oltre Def, la relazione sullo scostamento di bilancio. Prima una lunga riunione preparatoria del presidente del Consiglio Giuseppe Conte con il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri e i capi delegazione di maggioranza.

Il Pil quest’anno crollerà dell’8%, mentre il deficit schizzerà al 10,3%, con un debito al livello record del 155% rispetto al prodotto interno lordo. Il governo chiederà a Parlamento e Bruxelles di ricorrere a nuovo indebitamento per 55 miliardi. Serviranno per gli interventi del Decreto Aprile. Ci saranno 13 miliardi per la cassa integrazione, il bonus per gli autonomi salirà a 800 euro per due mesi e arriverà il Reddito di emergenza (potrebbero essere 500 euro per chi non ha altri sostegni). Dovrebbero poi esserci aiuti a fondo perduto per le piccole imprese per 10 miliardi e sostegno a Regioni, comuni e Protezione civile per 9 miliardi. Nel Def c’è anche l’impegno a scongiurare il rischio di aumento dell’Iva dal 2021.

Alla Camera sono ripresi i lavori per la conversione in legge del decreto di marzo (Cura Italia), su cui ieri il governo ha ottenuto la fiducia con 298 voti a favore, 142 contrari e 2 astenuti. Sono in esame i 342 ordini del giorno presentati dalle forze politiche. A seguire ci sarà il voto finale sul decreto.

Compatta la maggioranza sul voto e critiche dall’opposizione di centro-destra, che si dice pronta a dare l’ok allo scostamento di bilancio, ma chiede più collaborazione al governo. Un ordine del giorno di Fratelli d’Italia chiede di “non utilizzare in nessun caso il Mes”. Fibrillazione nel Movimento 5 Stelle, con alcuni parlamentari che hanno paura di “aprire al Salva Stati” votando “no” e la dirigenza che prova a tenere compatto il gruppo. Nel frattempo, però, il deputato Antonio Zennaro lascia il movimento.

Giacomo Andreoli

Nato a Roma il 16/08/1995. Laureato triennale in Filosofia all'Università degli Studi Roma Tre, ha collaborato con il magazine "Wild Italy" ed il quotidiano del litorale romano "Il Corriere della Città". Si è occupato principalmente di cronaca e politica locale (Anzio, Aprilia, Latina, Pomezia, Roma) e nazionale-europea (con focus ed approfondimenti).