NUUK – Nonostante il muro europeo, le mire espansionistiche di Donald Trump sulla Groenlandia non si fermano. Il presidente americano sembra disposto a tutto, soprattutto ad acquistarla. Scansata, secondo il Wall Street Journal, l’idea di un’operazione militare nella regione, che al momento rappresenterebbe l’ultima opzione. Il segretario di Stato Marco Rubio – durante un briefing di alti funzionari alla leadership del Congresso – avrebbe infatti rassicurato i legislatori che l’amministrazione della Casa Bianca non starebbe pensando a un’invasione imminente, piuttosto all’acquisizione dell’isola. Intanto, secondo quanto riferito dal ministro degli Esteri francese Jean-Noel Barrot, Parigi sta lavorando con i suoi partner a un piano su come reagire qualora gli Stati Uniti dovessero dare seguito alla minaccia di impossessarsi del territorio.
Lo stop dell’Europa
Mentre Jens-Frederik Nielsen, sottolinea che Trump non può prendersi un territorio solo “perché lo vuole lui”, l’Europa cerca di fermare the Donald attraverso una dichiarazione che afferma che “la Groenlandia appartiene al suo popolo”. Un testo che ribadisce, poi, che “spetta solo a Danimarca e Groenlandia la decisione sulle questioni che le riguardano”. Sottolinea, inoltre, che “la sicurezza dell’artico rimane una priorità fondamentale per l’Europa ed è fondamentale per la sicurezza internazionale e transatlantica”. Ricorda che la regione artica “è una priorità” e che gli alleati europei hanno aumentato presenza e investimenti per mantenerne la sicurezza. E, soprattutto, afferma che “il Regno di Danimarca, compresa la Groenlandia, fa parte della Nato”. La sicurezza dell’area, dunque, “deve essere garantita collettivamente, in collaborazione con gli alleati della Nato, compresi gli Stati Uniti – definiti “partner essenziale” – sostenendo i principi della Carta delle Nazioni Unite, tra cui la sovranità, l’integrità territoriale e l’inviolabilità dei confini”.
Miller: “Per proteggere la regione artica la Groenlandia dovrebbe far parte degli Usa”
Se gli americani, proprio come gli europei, sostengono la rilevanza strategica dell’area, i ragionamenti seguiti per assicurarne la sicurezza divergono. In un’intervista alla Cnn, il vicecapo dello staff della Casa Bianca, Stephen Miller, ha spiegato che “affinché gli Usa possano proteggere la regione artica e difendere la Nato e i suoi interessi, la Groenlandia dovrebbe far parte degli Stati Uniti”. Quel che è certo è che per Trump l’acquisizione del territorio è una priorità di sicurezza nazionale per gli Stati Uniti, oltre ad essere fondamentale per scoraggiare gli avversari nella regione artica.
Lo scenario dietro la mira espansionistica di Trump
Ma cosa c’è dietro la volontà trumpiana di prendere la Groenlandia? I motivi principali potrebbero essere tre. Innanzitutto le basi militari, che garantiscono protezione dagli attacchi nucleari, dal cielo e dal mare. Poi le risorse naturali non sfruttate, a partire dalle terre rare. Infine, l’accesso alle rotte di navigazione che si aprono nell’Artico.
Groenlandia e Danimarca chiedono un incontro urgente
Intanto la tensione a Nuuk e a Copenaghen resta altissima. I due governi hanno chiesto di incontrare rapidamente il segretario di Stato americano per “discutere delle dichiarazioni significative degli Stati Uniti sulla Groenlandia”. Il primo ministro groenlandese Nielsen, infatti, dopo aver accolto con piacere l’impegno di solidarietà dei leader europei, ha ha rinnovato il suo appello a Washington per un “dialogo rispettoso”.


