WASHINGTON – La guerra in Iran si fa ogni giorno più costosa per gli Usa. Secondo il giornale New Yorker, solo la spesa americana per le armi ammonterebbe tra gli 80 e i 100 miliardi di dollari, di cui 26 miliardi spesi in munizioni e 9,2 miliardi di danni causati dai bombardamenti iraniani alle basi americane in Barhein, Qatar, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti.
Non solo difesa, i costi crescenti dell’energia
A pesare sull’economia statunitense, però, non sono solo le spese per la difesa. Secondo uno studio di Brown University riportato da Axios, l’America è vicina a quota 100 miliardi di dollari anche per le spese per l’energia, 93 miliardi per l’esattezza. A questo dato va sommata anche l’inflazione, che è aumentata di un punto percentuale, al 3,4%, insieme alla crescita dei tassi di interesse.
In base all’analisi del capo economista di Moody’s Analytics, Mark Zandi, ogni famiglia americana ha già speso in media 200 miliardi di dollari in più ogni mese per tutti i costi indiretti.
Lo studio evidenzia come solo il caro benzina è costato in media a una famiglia americana 760 dollari da quando è iniziato il conflitto in Iran. Lo Stato americano più colpito è il Texas con i consumatori che hanno pagato da febbraio 11 miliardi di dollari in più per gli extra costi della benzina, seguito da California e Florida, con rispettivamente 8 e 5 miliardi.
I riflessi sull’Italia
Le conseguenze economiche della guerra tra Teheran e Washington hanno un riflesso anche sulle tasche degli italiani. Secondo la Confederazione nazionale dell’artigianato. il conflitto è già costato 14 miliardi di euro all’Italia. Tra lo scoppio del conflitto e il 31 agosto gli italiani hanno speso 11,6 miliardi tra carburanti, energia elettrica e gas. A questo vanno aggiunti i 2,3 miliardi di interventi pubblici realizzati dallo Stato per ridurre le accise, offrire crediti di imposta e altre misure per alleviare i costi del carovita.


