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HomeEsteri Iran, sale a 37 morti e 1200 arresti il bilancio degli scontri. E Teheran avverte gli Usa: “Non immischiatevi”

Iran, 37 morti e 1200 arresti
Giustiziato un uomo accusato
di essere una spia del Mossad

Aperta un'indagine sui militari iraniani

Teheran: "Gli Usa non si intromettano"

di Alessio Sebastiano Corsaro07 Gennaio 2026
07 Gennaio 2026
Iran

Proteste in strada contro il regime iraniano | Foto Ansa

TEHERAN – Undici giorni di protesta consecutivi, per un totale di 37 morti e 1200 arresti. È un bilancio che certifica come la rivolta in Iran si sia trasformata in una vera e propria guerriglia, che sta mettendo a dura prova il regime degli ayatollah. Durante gli scontri delle ultime ore, secondo l’agenzia Fars, un poliziotto è stato ucciso a colpi d’arma da fuoco nel distretto di Maleksahi, teatro di violenti conflitti tra polizia e manifestanti. Dal canto suo, il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, ha incaricato il ministero degli Interni di indagare sui numerosi video che mostrano le forze di sicurezza iraniane irrompere all’interno dell’ospedale di Ilam, a 515 chilometri da Teheran, per poi fare fuoco e uccidere manifestanti feriti. 

La tensione, inoltre, rimane altissima anche sul fronte delle relazioni internazionali. Questa mattina, sette gennaio, Teheran ha fatto giustiziare un uomo di nome Ali Ardestani con l’accusa di “spionaggio per il Mossad e fornitura di informazioni sensibili a Israele”. L’uomo sarebbe stato assunto dai servizi segreti israeliani su Internet e successivamente “aveva inviato immagini e filmati da determinati luoghi in Iran”, così come “informazioni su determinati obiettivi”, stando a una dichiarazione della magistratura, citata dall’Irna. 

Approfittando delle tensioni nel Paese, il principe in esilio Reza Pahlavi ha dichiarato all’emittente televisiva usa Fox News di essere pronto “a guidare questa transizione dalla tirannia a una futura democrazia”, sostenendo che il suo obiettivo è un cambiamento pacifico “attraverso un referendum nazionale e un’assemblea costituente”. A proposito di Stati Uniti, il comandante dell’esercito iraniano Amir Hatami ha avvertito Donald Trump e Benjamin Netanyahu del fatto che “le attuali proteste non sono affari di Usa e Israele” e che “qualsiasi errore da parte dei nemici incontrerebbe una risposta decisa”.

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