Ius soli, presto il ddl. Kyenge: “Anche il reato di clandestinità andrebbe abrogato”

 

Sullo ius soli sarà pronto un disegno di legge in poche settimane. Parola di Cecile Kyenge, ministro per l’Integrazione del governo Letta, che ha proposto anche l’abolizione del reato di clandestinità nell’intervento di ieri alla trasmissione televisiva “In mezz’ora” di Lucia Annunziata. Testimonial dell’iniziativa potrebbe essere l’attaccante di colore del Milan e della nazionale Mario Balotelli. Ma è subito polemica con il Pdl sulla legge per la cittadinanza a tutti i nati in Italia.
Polemiche del Pdl. Il presidente dei senatori del Popolo della libertà Renato Schifani, intervistato a Skytg24, raccomanda prudenza. “Non si esageri e si usi maggiore cautela anche da parte dei membri del governo. Non si possono fare proclami solitari senza che gli argomenti siano discussi e concordati”. Schifani aveva anche invocato l’intervento di Letta su questo tema che non è nel programma di governo. E il primo ministro, intervistato a “Che tempo che fa”, ha stoppato subito la discussione: “difficile un accordo, non faccio promesse”.
Il presidente Napolitano. Comunque Letta si è detto interessato all’argomento, “altrimenti non avrei dato il ministero alla Kyenge” ha dichiarato. Nel 2011 era stato il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano a definire “una follia” che i figli di immigrati che nascono in Italia non abbiano la cittadinanza. La Kyenge è la prima a dire che la strada sarà complicata. “Bisogna lavorare molto sul dialogo e sul consenso. Non è una priorità del ministero, ma è la società che ce lo chiede”.
I Centri di identificazione ed espulsione. Il ministro è andato ben oltre, prospettando anche una revisione dell’attuale legge sull’immigrazione. “Per la Bossi-Fini la competenza è del ministro Alfano – ha precisato la Kyenge-. – Ma il reato di clandestinità dovrebbe essere abrogato”.
“Bisognerebbe rivedere la struttura dei centri di accoglienza. – ha poi continuato – Il centro di accoglienza di Lampedusa è stato trasformato in poco tempo in un Cie (centro di identificazione e di espulsione)”.
Ed è proprio contro i Cie che la Kyenge si mostra più scettica. L’Italia ha interpretato in modo sbagliato la direttiva europea in materia. L’Unione europea chiede per gli immigrati una residenza che può essere verificata. “Solo in casi particolari, come per esempio per i criminali, in extrema ratio, dovrebbe essere confermata la permanenza in questi centri.” 

Domenico Mussolino