La crisi del centrodestracon vista sulle politicheSalvini:«Primarie o da soli»

Il segretario della Lega: «Nessun accordo con il Pd»

In vista delle prossime elezioni il centrodestra si trova di nuovamente al bivio: tentare di far coesistere le varie sensibilità politiche interne alla propria area politica o correre ognuno per sé. Trovare un punto di approdo che riunisca le due anime della coalizione e faccia da collante e sintesi tra posizioni divergenti, anche su argomenti spinosi come l’Europa o l’immigrazione, non sembra per nulla semplice.

In un’intervista rilasciata a La Stampa il segretario leghista Matteo Salvini ha parlato in modo perentorio: «Non farò parte di un accordo Renzi-Berlusconi. il centrodestra così è finito, siamo pronti a correre da soli». E ancora: «Berlusconi ha cambiato l’Italia negli ultimi 25 anni, ma non è leader per diritto divino. Il leader lo decideranno le primarie».

La crisi parte da lontano, da quando nel 2013 venne abbandonata la prospettiva di un partito a vocazione maggioritaria e successivamente con il cambio di nome e il ritorno a “Forza Italia”. La bomba è deflagrata quando, in seguito alla sentenza del tribunale di Milano e alla decadenza da senatore, Berlusconi toglieva la fiducia al governo Letta da lui stesso promosso, da cui è scaturita la scissione e la nascita del Nuovo Centrodestra guidato da Angelino Alfano.

Da quel momento il centrodestra non è più stata la forza politica che era arrivata ad attrarre fino al 30% dei consensi; per Forza Italia è stato un continuo valzer di incoerenza, tra le posizioni più radicali della Lega da un lato e le larghe intese col Pd di Renzi dall’altro, di cui il Nazareno ne era la perfetta espressione. La crisi è poi proseguita anche nelle amministrative. Roma il caso più lampante, dove i candidati del centrodestra erano addirittura quattro: Meloni, Bertolaso, Marchini e Storace, e non arrivarono neanche al ballottaggio.

Ora Berlusconi si è detto pronto per riscendere in campo nella prossima campagna per le politiche: l’ex cavaliere spera nella Corte di Strasburgo o nella scadenza degli effetti della legge Severino per rientrare in gioco. Salvini dal canto suo però non fa sconti: «Non è che aspettiamo Berlusconi. Trump ha vinto con lo stesso programma della Lega. Berlusconi parla di centro liberale, cattolico e moderato. In pratica la Merkel.» In attesa di un’intesa tra i partiti sulla prossima legge elettorale, quella su un programma condiviso di centrodestra sembra sempre più distante.

 

 

Davide Di Bello

E’ nato a Roma il 17/07/1991, ha frequentato il liceo classico ed è laureato in scienze della comunicazione all’Università “Roma Tre”. Ama il giornalismo, il cinema e la fotografia; lo animano il piacere della scoperta e la voglia di rendersi utile. Dal 2016 è entrato a far parte della redazione di Lumsanews.it