La manovra in aula al Senatodimezzato il bonus bebèprobabile il voto di fiducia

Fondo da 25 mln per il risparmio tradito Il testo passerà poi alla Camera

Dopo gli ultimi ritocchi in Commissione Bilancio, la manovra finanziaria approda oggi in aula al Senato, dove verrà probabilmente blindata con un voto di fiducia per passare poi alla Camera. Governo e maggioranza hanno concordato gli ultimi aggiustamenti sul bonus per i neonati, l’eliminazione parziale del superticket ed il risarcimento per i risparmiatori coinvolti nel fallimento delle banche venete.

Confermato in parte il bonus bebè, che diviene sì strutturale, ma viene ridotto da triennale ad annuale e dimezzato nell’importo: 40 euro al mese invece che 80, 480 l’anno invece di 960.

Il superticket sanitario sulla diagnostica e le visite sanitarie specialistiche verrà alleggerito per alcune fasce più deboli. Le regioni avranno a disposizione 60 milioni all’anno “per agevolare l’accesso a prestazioni sanitarie per specifiche categorie di soggetti vulnerabili”, una formula volta a ricomprendere così sia le difficoltà legate al reddito sia quelle legate a particolari patologie.

Un fondo di 25 milioni all’anno per il biennio 2018-2019 è stato invece istituito per risarcire le perdite subite dai risparmiatori traditi nel crac delle popolari di Vicenza e Veneto Banca. Il ministero dell’Economia dovrà definire entro sei mesi un regolamento per l’attuazione del fondo.

Inoltre c’è l’ok all’emendamento del Pd, a firma del senatore Francesco Verducci,  che mette a disposizione di università ed enti di ricerca 10 milioni per il 2018 e 50 milioni per il 2019 per la trasformazione e la stipula dei contratti a tempo indeterminato di ricercatori e tecnologi. Risorse che, hanno dichiarato i ministri Fedeli e Madia in una nota, puntano al superamento del precariato per 2170 ricercatori.

Altre misure chiave sono il contratto degli statali, per 1,6 miliardi, la decontribuzione per le assunzioni di giovani, occupazione e povertà (700 milioni). Prorogato per il 2018, infine, il divieto di incroci proprietari tra tv e giornali. La legge di bilancio, una volta transitata da Palazzo Madama, dovrà passare poi all’esame di Montecitorio, dove  non è escluso che il testo licenziato dal Senato si gonfi di emendamenti e subisca ulteriori modifiche.

Davide Di Bello

E’ nato a Roma il 17/07/1991, ha frequentato il liceo classico ed è laureato in scienze della comunicazione all’Università “Roma Tre”. Ama il giornalismo, il cinema e la fotografia; lo animano il piacere della scoperta e la voglia di rendersi utile. Dal 2016 è entrato a far parte della redazione di Lumsanews.it