L'allarme FedercontribuentiIl 70% delle scuole italianedovrebbe essere demolito

Molti gli istituti scolastici inadeguati soprattutto nelle zone a rischio sismico

“Le scuole italiane sono troppo vecchie e strutturalmente pericolose”. A lanciare l’allarme è il presidente di Federcontribuenti Marco Paccagnella, che in una nota ha sottolineato come molti edifici scolastici, circa “il 60-70% dovrebbero essere letteralmente demoliti”.

Il commento di Federcontribuenti arriva sul tema delle iniziative del governo per la sicurezza scolastica e quello che viene evidenziato è il paradosso secondo cui nelle scuole “dove insegniamo ai bambini a chiudere bene il rubinetto dell’acqua e a spegnere la luce, ci troviamo poi in edifici che cascano a pezzi. Continuiamo a fare convegni, seminari e incontri sul tema delle scuole italiane e della palese inadeguatezza e vetustà della quasi totalità degli edifici esistenti – si legge nella nota di Paccagnella – ma sono quasi vent’anni che proponiamo l’abbattimento programmato degli edifici scolastici assolutamente inadeguati in zone sismiche 1, 2, 3 quindi a rischio crollo e pertanto potenzialmente in grado di causare feriti e vittime in caso di sisma anche di modesta entità, oltre ai frequentissimi casi di crolli parziali di porzioni di manufatti, anche in assenza di terremoto”.

Per Federcontribuenti dunque è “inutile continuare a sperperare denaro dei contribuenti per effettuare rilevazioni statiche sulle scuole esistenti”. Secondo Paccagnella, infatti, “le attuali tecniche costruttive basate sul calcestruzzo armato e similari, risultano assolutamente inopportune per la nostra Italia, nella gran parte fortemente sismica”. Tra i tanti edifici scolastici poco sicuri, ha fatto notizia ieri il caso dell’Istituto Maggia di Stresa, nella provincia piemontese di Verbano-Cusio-Ossola, dove gli studenti, che frequentano l’Alberghiero e i corsi per Tecnico del Turismo, si sono rifiutati di entrare nelle aule, per la condizione di fatiscenza più volte denunciata di due palazzi dell’Istituto.

Salvatore Tropea

Classe 1992, dopo la maturità scientifica si laurea in Scienze della Comunicazione alla Lumsa. Collabora con il mensile locale calabrese L’Eco del Chiaro; con il giornale studentesco e la WebTV della Pontificia Università Lateranense e con il portale online farodiroma.it. Attualmente frequenta il Master in Giornalismo alla Lumsa, dopo aver frequentato il Master in Digital Journalism alla Lateranese e aver svolto due mesi di stage a Radio Vaticana. Con il Master in Giornalismo della Lumsa ha svolto tre mesi di stage presso la redazione de Il Venerdì di Repubblica e attualmente sta svolgendo uno stage di tre mesi presso la redazione italiana di Vatican News