Camera dei deputati

Limiti alle intercettazioni irrilevanti e a strascicoPassa la stretta di FI

Malumori nella maggioranza M5s: "Vulnus anche per la difesa”

ROMA – Stop alle intercettazioni a strascico;  divieto di riportare nei verbali di trascrizione quelle irrilevanti ai fini dell’indagine e obbligo del Pm di indicare per iscritto quanto ha speso per ogni intercettazione. A prevederlo è l’emendamento presentato da Forza Italia al decreto Omnibus, approvato ieri dalle Commissioni Giustizia e Affari Costituzionali della Camera.

Fratelli d’Italia e Lega contrarie, FI modifica proposte

Mercoledì scorso il partito fondato da Berlusconi è stato costretto, sotto minaccia del governo, a ritirare l’emendamento per limitare le intercettazioni ambientali e l’uso del Trojan solo ai reati di mafia e terrorismo, droga e traffico di migranti. Scelta non condivisa da Fratelli d’Italia che, insieme con la Lega, si è sempre mostrata restia a limitare l’uso delle microspie. I forzisti hanno dunque depositato nuovi emendamenti, diversi da quelli presentati inizialmente.

Stretta sulle intercettazioni a strascico

Tra le modifiche più rilevanti, lo stop alle intercettazioni a strascico, ad eccezione di quando si tratta di reati per i quali è previsto l’arresto in flagranza obbligatorio, come mafia e terrorismo. Uno degli emendamenti approvati ieri, poi, prevede il divieto di riportare le intercettazioni considerate irrilevanti ai fini dell’indagine nel verbale di trascrizione, solitamente redatto dalla polizia giudiziaria. Tale modifica, secondo il Movimento 5 stelle, potrebbe complicare le indagini e colpire il diritto di difesa. Gli avvocati, sottolineano i pentastellati, non avrebbero diritto di ottenere copia delle intercettazioni ritenute irrilevanti, ma solo di ascoltarle. “Altro che garantisti, siamo al cospetto di un governo che marcia senza fare sconti verso l’occultamento scriteriato, l’impunità dei potenti, l’intralcio dell’accertamento della verità”, sostiene il Movimento 5 stelle. Secondo il partito dell’ex premier Giuseppe Conte, l’approvazione dell’emendamento rappresenta un grave vulnus nella difesa degli indagati.

Martina Vivani

Nata a Roma nel '96, sono laureata in Lettere Moderne ed Editoria e scrittura. Guidata da un forte interesse per il mondo della comunicazione, sogno di poter diventare giornalista professionista.