Destinavano fondi pubblici alle cosche di 'NdranghetaManager fermati in Calabria

Avevano ruoli nelle società multiservizi L'accusa è di bancarotta fraudolenta

Fondi pubblici destinati alla manutenzione dei principali servizi della città, distratti e lucrati dalle cosche di ‘ndrangheta grazie ad accordi con politici, imprenditori collusi e manager, che hanno permesso alla ‘Ndrangheta di mettere le mani sulle società del Comune di Reggio Calabria.  È il quadro disegnato dall’inchiesta coordinata dalla Dda e condotta dai finanzieri del Comando provinciale di Reggio che ha portato all’arresto di otto imprenditori che ricoprivano incarichi nella società Multiservizi, partecipata dal Comune, e Gst, fallite nel 2014 e nel 2015: l’accusa è bancarotta fraudolenta. I provvedimenti cautelari sono stati eseguiti dai finanzieri del Comando provinciale di Reggio Calabria. Contestualmente è in corso d’esecuzione un “decreto di sequestro preventivo d’urgenza” per un valore complessivo di oltre 5 milioni di euro.

Gli indagati, che ricoprivano cariche o qualifiche societarie, secondo l’accusa avrebbero distratto e dissipato il patrimonio delle società “Multiservizi S.p.a.”, che si occupava della manutenzione, tra l’altro, del patrimonio edilizio comunale, delle strade, degli uffici giudiziari e altro.

Giorgio Saracino

Giorgio Saracino, classe 1994, laureato in Lettere. Giornalista pubblicista, ha collaborato con varie testate. Ha frequentato la scuola di Giornalismo della Fondazione Basso di Roma. Quattro stage in redazione: Sky Sport 24, Radio Vaticana, Left e Report (Rai Tre). Stagista professionista.