Tutti i numeri della Manovrapresto l'approdo alle Camerema mancano due miliardi

In cerca di fondi per cancellare tasse le coperture faranno un deficit del 2,2%

La manovra 2020 è quasi pronta. Il governo però deve ancora trovare 2 miliardi. E il passaggio alle Camere è vicino. Le giornate di oggi e di domani sono dedicate alle audizioni.

Le entrate. I nodi da sciogliere riguardano soprattutto gli aspetti fiscali. In particolare, il governo è impegnato a risolvere il lodo “plastic tax”, cercando delle coperture extra che consentano di evitare la tassa sugli imballaggi di plastica. Una misura che, nei piani dell’esecutivo guidato da Giuseppe Conte avrebbe garantito un gettito superiore al miliardo di euro e, quindi, necessaria a far quadrare i conti della Manovra 2020. Una misura, però, che ha attirato non poche critiche, sia dai rappresentanti delle attività produttive sia dalle forze politiche di opposizione e di governo.

Sia la tassa sugli imballaggi che quella sulle bevande zuccherate potrebbero non “sopravvivere” sino alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Anzi: il ministro Roberto Gualtieri e i tecnici del Ministero dell’Economia e delle Finanze stanno cercando in tutti i modi di trovare coperture alternative che consentano di eliminare (o, quanto meno, rinviare il più avanti possibile) i due balzelli. Gualtieri ha avvertito che le correzioni saranno possibili solo trovando le necessarie coperture (servono 1,5-2 miliardi). La tassa sugli imballaggi di plastica vale 1,1 miliardi nel 2020 e 1,8 nel 2021. Quella sulle bevande zuccherate 233 milioni l’anno prossimo (262 nel 2021), la stretta sulle auto aziendali più di 300 milioni l’anno.

Le uscite. La nuova Manovra dovrà essere una misura economica espansiva che avrà come obiettivo principale quello di bloccare l’aumento dell’IVA 2020 e di reperire di conseguenza 23 miliardi. Oltre a ciò, il governo prevede il taglio del cuneo fiscale per i lavoratori, che non sarà alto per l’anno a venire ma si estenderà a partire dal 2021.
Il terzo punto nevralgico della manovra sarà il salario minimo, in linea con quanto previsto dalla Costituzione. Per le famiglie, ulteriori risorse per interventi oggetto di un piano di razionalizzazione e semplificazione (Gualtieri ha annunciato anche 600 milioni per misure extra, a partire dagli asili nido gratuiti per un’ampia platea di beneficiari). C’è poi la cancellazione del superticket sanitario dalla seconda metà del 2020 e l’incremento delle risorse per il settore.

È prevista la conferma di APE Social e Opzione Donna anche per il 2020, e anche dell’esenzione dal canone Rai per anziani a basso reddito. Non viene dunque toccata Quota 100. Prevista anche la mini rivalutazione degli assegni tra 1.500 e 2.000 euro circa. Ai diversamente abili sono dedicati tre distinti fondi per la tutela del diritto al lavoro, l’assistenza e le esigenze di mobilità.

Riguardo al tema ambiente, spuntano due nuovi fondi per investimenti pubblici, un fondo (con garanzie, debito o apporto di capitale di rischio) per investimenti privati sostenibili in ambito green new deal, risorse per investimenti privati sotto forma di contributi e di incentivi. Prorogate le detrazioni per riqualificazione energetica, impianti di micro-cogenerazione e ristrutturazioni edilizie, nonché il Bonus Mobili; introdotta per il 2020 una detrazione per la ristrutturazione delle facciate esterne degli edifici (bonus facciate).

Al Mezzogiorno arriveranno risorse per incentivare gli investimenti delle imprese, per le infrastrutture sociali e il risparmio energetico.

È confermato il programma “Industria 4.0” per investimenti privati e rinnovo dei sistemi produttivi, grazie anche al Fondo centrale per le piccole e medie imprese; super e iper ammortamento (per beni tecnologici, software ed economia circolare); rifinanziamento legge Sabatini; credito di imposta per la “Formazione 4.0”.

Le coperture. Quasi la metà delle coperture è rappresentata dal deficit al 2,2%, che vale 14,5 miliardi. E’ poi spuntato un tesoretto da 3 miliardi rappresentati da maggiori entrate dal gettito fiscale 2019 che però verranno contabilizzate nel 2020. La voce più pesante, sul fronte delle entrate, è come previsto la lotta all’evasione, che però è notevolmente ridimensionata rispetto alle attese: non 7 miliardi, come anticipato, ma appunto 3,3 miliardi.

Sono elencate, in manovra, una serie di misure che porteranno questo extra-gettito, fra le quali le misure di stimolo alla moneta digitale e nuove forme di reverse charge negli appalti (per contrastare il nero).

Quasi 2 miliardi (1,8) di entrate dalle nuove imposte previste nell’ambito del green new deal: plastica, prodotti inquinanti e altri 1,8 miliardi da altre misure fiscali.

Ci sono 200 milioni attesi dalla stretta su flat tax e partite Iva e altrettanti dal taglio delle detrazioni fiscali al 19% sui redditi alti (sopra 100mila euro), graduale fino ad azzerarsi (fa eccezione la detrazione per il mutuo).

Le misure che eliminano l’estensione della flat tax fra 65mila e 100mila euro introducono anche una serie di novità per coloro che applicano il forfettario fino a 65mila euro, come ad esempio il nuovo obbligo di fatturazione elettronica (esenzione solo fino a 30mila euro). Infine, altre voci sotto il miliardo, come la tassa sui giochi (500 milioni).

Il quadro macro, già reso noto con la NaDEF, vede la crescita 2020 allo 0,6%, il deficit/Pil al 2,2%. Il debito inizia a ridursi, portandosi al 135,2 (dal 135,7% del Pil del 2019).

Laura Bonaiuti

Laura Bonaiuti è nata a Fiesole (Fi) nel 1992. La sua passione è il giornalismo in qualsiasi sua forma. Vuole raccontare storie su carta, online, in televisione, su youtube e potenzialmente dappertutto. Ha scritto, tra gli altri, per La Repubblica (cartaceo e online) e ha collaborato con il programma televisivo Matrix su Canale 5 a Roma, dove si è trasferita da agosto 2017. Fa parte della redazione del mensile cartaceo “The New’s Room”. Adesso è giornalista praticante presso LUMSA Master School dove studia nel biennio 2018-2020. Nel maggio 2015 ha pubblicato il romanzo “Se nessuno sa dove sei” con Edizioni Piemme e "Non c'è posto per me" nel gennaio 2020 con Giunti.