NAPOLI – Ci sono contanti nascosti tra i panettoni nei pacchi natalizi, orologi di lusso, Porsche, IPhone e vacanze, e poi c’è un calcestruzzo che nei carotaggi avrebbe restituito valori di resistenza inferiori a quelli previsti dal progetto.
L’inchiesta
È il doppio volto che emerge dall’inchiesta della Procura di Napoli sui lavori della linea ferroviaria ad Alta Velocità/Alta Capacità Napoli-Bari, che ha portato a 20 misure cautelari personali e interdittive. Secondo l’accusa, accolta dal gip, la gestione delle commesse delle tratte Napoli-Cancello, Apice-Hirpinia e Frasso Telesino-Telese-San Lorenzo-Vitulano sarebbe ruotata attorno a un sistema di rapporti corruttivi tra imprenditori e pubblici ufficiali o incaricati di pubblico servizio. In cambio dei favori, anche nella contabilizzazione dei lavori, nei controlli e nei pagamenti, sarebbero arrivati denaro e regali.
I contanti nascosti tra i pacchi natalizi
Durante le festività natalizie, infatti, i finanzieri avrebbero trovato in tutto 14mila euro tra i panettoni e due box di biscotti. Ma tra le utilità contestate figurano anche orologi di pregio, cinque dei quali dal valore complessivo di 19.900 euro, un IPhone, cuffie Bluetooth, soggiorni e addirittura una Porsche Macan.
Il sistema di fatture
Il meccanismo, secondo gli investigatori, sarebbe stato alimentato anche da un sistema di fatture per operazioni inesistenti destinato a creare disponibilità di contante, parte del quale sarebbe poi confluito nelle presunte tangenti. Tra queste figura anche un bonifico da 18.300 euro, utilizzato in parte per pagare un appartamento a Roccaraso.
Il caporalato nei cantieri
Nell’inchiesta viene però preso in esame anche il capitolo del lavoro. Nel cantiere di Grottaminarda sarebbero stati individuati 34 lavoratori sottoposti a turni fino a 20 ore, con periodi di riposo ridotti, in alcuni casi, a tre o quattro ore e retribuzioni inferiori ai minimi contrattuali.
Iregolarità nel calcestruzzo utilizzato
Un altro filone riguarda il calcestruzzo utilizzato nei lavori. I carotaggi su alcune opere, non ancora ultimate, avrebbero rilevato valori di resistenza inferiori a quelli prescritti: in un caso 30, 29 e 32 N/mm², circostanza che ha portato al blocco del cantiere. Aggiunta di acqua, errato dosaggio degli additivi e anomalie nella preparazione e nel trasporto sono tra le possibili cause. Gli accertamenti avrebbero, inoltre, evidenziato materiali con tracce di amianto smaltiti come rifiuti non pericolosi.


