Il vescovo Pierantonio Tremolada celebra la Messa delle Ceneri a porte chiuse, Brescia, 26 febbraio 2020. ANSA / Filippo Venezia

Messe da riaprire ai fedeliIl Papa invita alla prudenzadopo le polemiche della Cei

Bagnasco chiede stop a Chiesa virtuale Conte al lavoro su protocollo sicurezza

Dopo le polemiche della Cei per il mancato via libera del governo alle messe dal 4 maggio, il Papa prova a gettare acqua sul fuoco. Prima dell’odierna messa a Santa Marta, il Pontefice ha voluto rivolgere un invito alla prudenza. “In questo tempo nel quale si comincia ad avere disposizioni per uscire dalla quarantena preghiamo il Signore perché dia al suo popolo, a tutti noi, la grazia della prudenza e dell’obbedienza alle disposizioni perché la pandemia non torni”, ha detto Francesco.

Nell’omelia ha poi sottolineato che bisogna evitare il linciaggio quotidiano che avviene anche nella Chiesa: “Pensiamo a noi, alla nostra lingua. Tante volte con i nostri commenti cominciamo un linciaggio del genere. Anche nelle nostre istituzioni cristiane abbiamo visto tanti linciaggi quotidiani che sono nati dal chiacchiericcio. Il Signore ci aiuti ad essere giusti nei nostri giudizi, a non cominciare o seguire questa condanna massiccia che provoca il chiacchiericcio”.

Il cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente dei vescovi europei, in una intervista rilasciata oggi a La Stampa ha però ribadito che nel decreto per la fase 2 c’è stata una “disparità di trattamento inaccettabile” affermando che dal governo “ci si aspetta il superamento della Chiesa virtuale” che non può sostituire la “Chiesa reale fatta di presenza fisica”.

Gli animi continuano a essere caldi anche all’interno dei partiti che si dividono tra chi sostiene le scelte contenute nel decreto e chi invece le osteggia. “La Chiesa dimostri di saper affrontare tempi così difficili con la maturità e la saggezza che l’hanno da sempre contraddistinta”, ha detto il deputato pentastellato Giorgio Trizzino, e “sappia stare dalla parte di chi sta vivendo la propria sofferenza per l’impossibilità di assistere alle messe ed alle altre forme di culto, spiegando che ora esistono altre priorità, come tutelare la popolazione anziana dal contagio ed evitare aggregazioni assembleari che rimarrebbero comunque rischiose”. Gli stessi timori li avevano espressi anche i ministri dem Speranza e Franceschini.

Il presidente di Forza Italia Silvio Berlusconi si schiera a favore della Cei. Anche il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, dalle colonne di Repubblica si mostra solidale con la posizione dei vescovi. Della stessa opinione infine Lega e Fratelli d’Italia.

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte sembra averne preso atto e su La Stampa annuncia un protocollo di sicurezza forse pronto entro il 18 maggio, anche se i vescovi premono per anticipare di una settimana: “Con la Cei lavoreremo per concordare uno specifico protocollo di sicurezza, in modo da garantire a tutti i cittadini che parteciperanno a celebrazioni liturgiche condizioni di massima protezione. Questo anche per tutelare i parroci e i celebranti contro il rischio che si diffonda il contagio tra i fedeli”, ha spiegato il premier.

Diana Sarti

Nata a Roma nel 1995, si è laureata in scienze politiche alla Luiss. Scrive soprattutto per il web, con particolare attenzione agli esteri. Appassionata di teatro e Giochi olimpici, ha scritto spesso di nuoto e atletica leggera. Viaggiatrice da sempre e poliglotta, parla cinque lingue.