Muore in spiaggia un ragazzo di dodici anni colpito da un fulmine nel tarantino. Salvo il cugino che giocava con lui

Tragedia nel tarantino. Due bambini, originari di Altamura (Bari), stavano giocando sulla spiaggia quando sono stati colpiti da un fulmine, in un residence nei press di Campo Marino di Maruggio, in provincia di Taranto. Nonostante l’immediato intervento del 118, uno dei due ragazzi, Giovanni Carlucci, dodici anni, è morto per arresto cardiaco. Salvo invece il cugino di quattordici anni, ora ricoverato all’ospedale Gianuzzi di Manduria, che presenta alcune bruciature ed è attualmente affetto da amnesia retrograda, ma non è in pericolo di vita.
La tragedia. Molto probabilmente, ad attirare il fulmine, sono stati gli occhiali che Giovanni, soprannominato dai coetanei Harry Potter, indossava ieri pomeriggio.  La tragedia è avvenuta sotto gli occhi del padre, colto da malore, il cugino e di alcuni amici con cui Giovanni giocava a pallone. Il personale del pronto soccorso, riporta l’Asl, ha praticato al ragazzo, che presentava una “midriasi fissa” ovvero la dilatazione delle pupille degli occhi, per quaranta minuti le manovre di rianimazione. Il bambino era già stato soccorso da un medico che si trovava sulla spiaggia che aveva tentato, invano, di rianimarlo mentre aspettava i soccorsi. Gli stessi operatori del 118, hanno avuto difficoltà ad arrivare sulla spiaggia, a causa di alcuni alberi caduti in mezzo alla strada, forse proprio per colpa dei fulmini che hanno colpito i rami. Anche il sindaco di Maruggio, Alberto Chimienti, conferma il cambiamento inaspettato del tempo: “È stato un temporale che si è scatenato all’improvviso. Pochi minuti prima della tragedia il cielo era solo velato, tutto era calmo”.
Gli esperti si raccomandano di non recarsi in spiaggia quando il tempo si presenta nuvoloso o instabile. I temporali sono di solito sottovalutati dagli spiaggianti che rimangono al mare fino al cadere delle prime gocce. Ma la spiaggia è uno dei posti più pericolosi in caso di pioggia: i fulmini per scaricarsi a terra, cercano la strada più breve e, sul bagnasciuga, non essendoci antenne od oggetti alti, le persone fungono da parafulmini a tutti gli effetti: se un fulmine deve scaricarsi a terra, usa il nostro corpo come collettore tra il terreno e l’aria. Anche se il temporale sembra lontano, alle prime avvisaglie di maltempo, bisogna andare via dalla spiaggia o, almeno, trovare riparo.

Francesca Ascoli