Un incrocio autostradale visto dall'alto. / Foto Pixabay

Osservatorio stili mobilità"L'Italia rinuncia a curarsiper pagare i trasporti"

Gli italiani preferiscono mezzi privati E la scelta dell'elettrico rallenta

ROMA – Auto, moto e altri mezzi privati continuano a essere preferiti al trasporto pubblico, che però raggiunge sempre più cittadini. Questo è solo uno dei dati che emergono dal report dell’Osservatorio sulla mobilità sostenibile e gli stili di di mobilità 2023, nato dalla collaborazione tra Legambiente e Ipsos. L’indagine congiunta tra l’associazione e l’agenzia di sondaggi misura “comportamenti, atteggiamenti, attitudini e opinioni degli italiani in tema di mobilità e trasporti”, e restituisce un quadro complesso sulle abitudini nell’uso dei mezzi di trasporto in Italia, con un approfondimento particolare per le città di Roma, Milano, Torino, Bologna e Napoli. 

In Italia, secondo il rapporto, passiamo 5,8 ore a spostarci, ma in città ci mettiamo ben un’ora in più rispetto alla media. Ogni giorno passiamo circa 50 minuti sui mezzi di trasporto, undici di meno rispetto al 2022. Il 70% dei nostri spostamenti si svolgono su mezzi privati, come auto e moto personali, mentre solo il 16% su mezzi pubblici e in sharing. In uno spostamento tipo, casa – lavoro, due terzi del tempo di percorrenza si passa sul sedile del proprio mezzo, e il restante tra passeggio o bicicletta e mezzi pubblici.

Secondo il report, il divario nei trasporti pesa particolarmente sull’ambiente e sulla società. Il 28% degli intervistati ha dovuto rinunciare a un’opportunità di lavoro a causa dei tempi o dei costi del trasporto, o persino per la completa assenza degli stessi. Per gli identici motivi, il 17% dice no a un’opportunità di studio, il 25% a uscite di piacere, il 19% persino a visite mediche. A livello urbano, le problematiche maggiori si registrano a Napoli e a Roma, le minori a Torino e Milano.

E sulla transizione ecologica, metà degli italiani è interessata a cambiare auto in uno o due anni: tra chi risponde positivamente solo il 25% è disposto a investire su automobili elettriche. Il 47%, invece, punta su auto tradizionali. La problematica, per quelli che scelgono i motori diesel o benzina, riguarda i loro costi più bassi e la maggiore autonomia in base al carburante, ma anche la paura di non riuscire a trovare stazioni di ricarica lungo il percorso.

Alberto Alessi

Sono nato 2751 anni dopo Roma, appassionato di giornalismo politico ed estero, nonché di giornalismo d'inchiesta investigativo. Aspiro a scrivere ma tenendo un occhio al mondo radiofonico e tele-giornalistico. Sogno vagamente di trovare una nuova dimensione per l'infotainment contemporaneo.