Pd, oggi si dimette Martinava individuato il successoreTanti i nomi per le primarie

Certa la candidatura di Zingaretti Minniti il preferito dai renziani

Arriveranno per le 18, nella segreteria convocata per questo pomeriggio, le dimissioni di Maurizio Martina da segretario del Pd. “Il mio mandato è concluso”, aveva anticipato sul palco del Forum per l’Italia di Milano lo scorso weekend, aprendo di fatto la strada per le primarie.

Ora il primo passo sarà convocare l’assemblea nazionale dei mille delegati: un atto che formalmente spetta a Matteo Orfini, ma per il quale lo stesso segretario uscente ha già indicato nel prossimo 11 novembre la “data buona”. Da lì, il congresso e le primarie, in programma probabilmente a febbraio 2019.

Sarà l’occasione per riorganizzarsi, ha assicurato Martina, per “fare una parte del lavoro che ci manca, per sviluppare fino in fondo un’alternativa che muove dal Pd ma che deve andare oltre”, consapevole di come, in ogni caso, i suoi non debbano “avere paura del confronto”.

Confronto che, ovviamente, porta a tanti nomi. In primis a quello di Mario Minniti, divenuto il più papabile per rappresentare la corrente di Matteo Renzi, e che potrebbe ufficializzare la sua candidatura già prima della riunione dei renziani in programma a Salsomaggiore il 9 e il 10 novembre. L’obiettivo della due giorni sarà sventare un’eventuale frammentazione precongressuale, che vede dall’altro polo proprio la candidatura di Martina, che non ha ancora sciolto le riserve in merito.

Chi è già in corsa, invece, è Nicola Zingaretti, governatore del Lazio in corsa secondo un’aperta discontinuità con un passato segnato dalla debacle del 4 marzo. La sua campagna elettorale è partita, fra comitati, “Piazza Grande” e un manifesto di valori.

Per il resto, in ballo ci sono i nomi di Francesco Boccia – l’ex presidente della commissione Bilancio, vicino al governatore della Puglia, Michele Emiliano -, Matteo Richetti e il giovane Dario Corallo.