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Ponte sullo Stretto
Saltano i paletti
alla Corte dei Conti

La bozza del decreto oggi in Cdm

Salvini: "Accogliamo le richieste"

di Giacomo Basile05 Febbraio 2026
05 Febbraio 2026
Ponte sullo Stretto

Il leader della Lega e ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, ospite della trasmissione televisiva Rai: Porta a porta | Foto Ansa

ROMA – Il governo aggiusta il tiro e cerca il colpaccio in Consiglio dei ministri. L’esecutivo, infatti, ha rivisto profondamente l’impianto del decreto Infrastrutture sul Ponte sullo Stretto dopo il confronto con il Quirinale. L’articolo chiave che introduceva una governance straordinaria è stato riscritto da capo. Quindi niente più super-commissario esterno al Ministero: il timone torna nelle mani del Mit di Matteo Salvini e il ruolo della Corte dei conti non viene più circoscritto né alleggerito sul fronte della responsabilità erariale.

Gli aspetti che tornano nelle mani del Mit

La versione aggiornata del testo affida direttamente al Ministero delle Infrastrutture tutti gli adempimenti richiesti. “Ci facciamo carico noi, al Ministero, di tutti i procedimenti per ottemperare alle richieste della Corte dei conti, per andare a Bruxelles a parlare con la Commissione e per avviare finalmente i cantieri”, questa la presa di posizione del vicepremier. Gli aspetti che il Mit dovrà gestire riguardano l’aggiornamento del piano economico-finanziario, l’acquisizione dei pareri tecnici, la gestione della procedura ambientale europea e la preparazione della nuova delibera Cipess. Tra le righe del decreto, resta, invece, la figura del commissario esterno per le opere ferroviarie complementari, individuata nell’amministratore delegato di Rfi Aldo Isi. 

Attesa anche la delibera sul piano ambientale

Parte così la trafila per arrivare a una nuova delibera e la bozza blinda una roadmap ad hoc. L’obiettivo è assicurarsi “l’acquisizione del piano economico finanziario anche al fine di recepire le variazioni di spesa per la realizzazione dell’opera”, oltre che ottenere il via libera di Art e Consiglio dei lavori pubblici. Il testo dovrà anche passare il vaglio della direttiva Habitat, per ottenere l’ok sull’impatto ambientale e sanitario.

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