Giovani in attesa di colloquio | Foto Ansa

Rapporto Censis sul lavoronegli ultimi dieci anni-7,6% di giovani occupati

Proposta di riduzione orario di lavoro Male i dati per occupazione donna

ROMA – Il mondo del lavoro sta cambiando. Diventa più dinamico, flessibile e la necessità di trovare l’occupazione migliore orienta decisioni personali e comportamenti. C’è un dato, però, su cui puntare l’attenzione: nel decennio 2012-2022 gli occupati tra i 15 e i 34 anni sono diminuiti del 7,6%. Questo è quanto emerge dal 6° Rapporto Censis-Eudaimon sul welfare aziendale, presentato questa mattina, mercoledì 1 marzo 2023, al Senato.

Questo, secondo quanto afferma il segretario generale della Uil Pierpaolo Bombardieri, “è un dato preoccupante. Tutto ciò rispecchia un problema molto diffuso in questo paese: si parla troppo poco di lavoro e quando si parla di lavoro, si parla di lavoro precario. Bisogna intervenire, come abbiamo chiesto a questo governo, anche a quello precedente, sul lavoro precario, sul lavoro povero”.

Il segretario generale Uil Pierpaolo Bombardieri

La precarietà, infatti, è molto diffusa tra i giovani ed è ancora più evidente tra le donne: in Italia forme contrattuali non standard riguardano il 46,3% delle giovani lavoratrici rispetto al 34,2% degli uomini. Il part-time involontario, invece, riguarda per il 20,9% le donne e solo per il 9,0% gli uomini. “La pandemia – ha detto Bombardieri – ha causato una crisi e sulle donne è stato caricato il peso maggiore, però anche da questo punto di vista, sia sul lavoro sia su opzione donna, il governo non ha dato risposte”.

Un ulteriore dato emerso dalla ricerca è quello che riguarda le dimissioni volontarie riferito ai primi nove mesi del 2022. Ogni giorno ben 8.500 italiani si sono dimessi dal lavoro, il 30,1% in più rispetto allo stesso periodo del 2019. “Quasi 1 milione e mezzo di dimissioni volontarie in Italia. Sono elementi sui quali riflettere”, ha affermato Bombardieri. Molti lavoratori, infatti, richiedono un supporto personalizzato alle aziende, basato sulle proprie esigenze e il 68,1% preferirebbe ottenere una consulenza psicologica per affrontare le difficoltà quotidiane. L’obiettivo è proprio quello di raggiungere una qualità della vita sempre maggiore riducendo, ad esempio, l’orario di lavoro a parità di trattamento economico.

Giulia Chiara Cortese

Cresciuta tra il Vesuvio e il mare, ora con il cuore diviso tra Napoli e Roma. Sono laureata in Lettere moderne alla Sapienza con una tesi in Filologia della Letteratura italiana. Inseguo da sempre il sogno di diventare una giornalista.