Proseguono le vaccinazioni Il governo apre all'ipotesidi riaperture nel nuovo Dl

Continuano le proteste nelle città Mario Draghi si vaccina a Roma

“Dare un segnale sulla ripartenza delle attività”. È questo ora l’obiettivo del governo, incalzato dalla pressione del centrodestra e delle regioni.

Gli scontri sulle riaperture. Il leader della Lega, Matteo Salvini, insiste nella richiesta di riaperture nel prossimo decreto. Il governatore della regione Lazio Nicola Zingaretti si è detto ottimista per l’immunità di gregge entro luglio: “Con la programmazione degli arrivi dei vaccini si conta entro luglio e agosto di poter vaccinare una massa significativa di cittadini che sicuramente renderà questa estate diversa dalla precedente”. Il governatore della Liguria Giovanni Toti invece attacca l’esecutivo: “Israele e Gran Bretagna camminano così veloci perché sono in grado di coinvolgere tutte le categorie in un grande sforzo nazionale, mentre in Italia auspichiamo tutto questo e poi l’azzeccagarbuglismo del nostro Paese molto spesso lo frena mentre lo auspica” – ha aggiunto – “Noi siamo qui per dire che se si vuole si può fare”. “Il governo faccia pubblicare i nomi dei vaccinati” è invece l’appello del deputato di Forza Italia Sestino Giacomoni per un graduale ritorno alla normalità.

Vaccini in farmacia e ritorna la quarantena per i viaggi all’estero. Il ministro della salute Roberto Speranza oggi ha firmato il protocollo che prevede le somministrazioni vaccinali in farmacia: saranno esclusi i soggetti estremamente vulnerabili. Inoltre, sempre oggi Speranza ha firmato un’ordinanza che dovrebbe mettere fine alle polemiche sui viaggi all’estero, ripristinando una, seppur ridotta, quarantena e doppio obbligo di tampone per chi entra ed esce dai confini italiani.

La campagna vaccinale. Il governo informa che è stata superata la soglia dei 3 milioni di vaccinati con seconda dose. Le persone immunizzate sono ora 3.037.122, mentre le somministrazioni arrivano a 9.658.927, pari all’85,8% dei vaccini finora distribuiti alle Regioni. Genova è la prima in Italia a iniettare le dosi nei nuovi centri. Intanto le città italiane continuano a predisporsi per accelerare le somministrazioni. A Matera la “Cava del Sole” – auditorium che ospitò la cerimonia inaugurale di Matera Capitale europea della Cultura 2019 – è stato messo a disposizione gratuitamente. Giovedì aprirà a Napoli il nuovo Centro Vaccinale nella Fagianeria nel Real Bosco di Capodimonte, struttura nella quale sarà possibile inoculare sino a 1.200 dosi al giorno in 7 box vaccinali. In Toscana la vaccinazione over 80 ha un ritardo, “va tempestivamente recuperato” affermano i sindacati dei pensionati. La Calabria è ultima nella graduatoria delle vaccinazioni in Italia. Con il 76,3% delle dosi utilizzate, pari a 247.307 a fronte delle 323.390 disponibili, la regione è stata distaccata anche dalle altre due realtà, Sardegna e Liguria, che solo fino a poche settimane mostravano forti ritardi. In giornata ulteriori quantitativi di siero dovrebbero essere distribuiti nella regione, anche se non mancano le preoccupazioni. Intanto, questa mattina è stato vaccinato anche il premier Mario Draghi con Astrazeneca all’hub Termini di Roma. Intanto, il monodose J&J arriverà in Italia dal 16 aprile.

Ancora polemiche sullo Sputnik V. Non si placano le polemiche sul vaccino russo. “Sulla fornitura dello Sputnik alla Campania non c’è nessun motivo per tornare indietro, qualcuno dovrebbe dire che questa nostra attività viola qualcosa”, ha dichiarato il vicepresidente della Regione Campania, Fulvio Bonavitacola. “Se l’Ema o l’Aifa approvano il vaccino – ha spiegato – l’accordo diventa efficace e si definiranno le dosi per il fabbisogno di un approvvigionamento integrativo”. La risposta è arrivata dal direttore scientifico di Consulcesi, oltre che ex direttore esecutivo dell’Agenzia europea del farmaco Guido Rasi: “L’Agenzia Europea dei medicinali deve esser lasciata in pace, deve fare il lavoro bene. Facciano in fretta a darle i dati, non faccia in fretta l’Ema”.

Continuano le proteste nelle città. La protesta degli ambulanti dei mercati contro la chiusura per l’emergenza sanitaria prosegue a Torino. Partiti dall’Allianz Stadium, centinaia di furgoni stanno attraversando la città per raggiungere la centrale piazza Vittorio. “È ora che le istituzioni inizino a sentire il termometro di come siamo messi”, dice Gianfranco Nardozzi, presidente del sindacato Goia. “Se continuano a tenerci chiusi – promette – da domani metteremo i nostri banchi comunque nei mercati, con o senza permesso”.

La crisi delle attività culturali. Ci sarà un tavolo di confronto permanente al Ministero della Cultura. Il coordinamento degli assessori alla Cultura delle grandi città ha presentato le proprie proposte per una riapertura delle attività culturali in zona gialla e arancione con data certa e senza continui stop and go. Su questo punto il ministro Dario Franceschini ha preso tempo, disponibile ad approfondire le buone pratiche utilizzate nelle riaperture estive dai comuni in vista dei confronti con il Cts. Filippo Del Corno (Milano), Lorenza Fruci (Roma), Barbara Grosso (Genova), Francesca Leon (Torino), Matteo Lepore (Bologna), Paola Mar (Venezia), Paolo Marasca (Ancona), Annamaria Palmieri (Napoli), Ines Pierucci (Bari), Paola Piroddi (Cagliari), Tommaso Sacchi (Firenze), Mario Zito (Palermo) hanno avuto la conferma delle misure di sostegno al reddito per i lavoratori del comparto. Inoltre è stato chiesto ai Comuni un approfondimento per l’individuazione delle eventuali categorie dei settori della Cultura che potrebbero non essere state ancora ricomprese nei meccanismi dei ristori.

Enrico Scoccimarro

Laureato in Scienze sociali a Torino con una tesi sulla violenza di genere, frequento il master in giornalismo LUMSA dal 2020. Amo osservare le realtà che mi circondano e capirne il significato. Ho trattato nei miei articoli questioni di genere, antisessismo in generale e sport. Le mie passioni più grandi sono la cultura greca, il calcio e la cucina.