Quirinale, la stampa esteratifa per Mario Draghi"Garantisce le riforme"

Financial Times: "Se non venisse eletto l'esecutivo sarebbe indebolito"

È in corso la prima votazione per il Presidente della Repubblica italiana e la stampa estera plaude all’eventuale trasloco del premier Mario Draghi al Colle.

Financial Times. Mario Draghi alla Presidenza della Repubblica potrebbe garantire il percorso di riforme. Se non venisse eletto l’esecutivo verrebbe indebolito. Questa in estrema sintesi l’analisi della testata britannica nell’editoriale “Il Dilemma Draghi: rischio turbolenze per le elezioni presidenziali”. Secondo il Ft “il voto per un nuovo Capo di Stato potrebbe indebolire il governo e danneggiare le prospettive di riforma economica”. Il giornale parte da una premessa:  “Draghi ha presentato ai politici un dilemma: se mantenere il più celebre tecnocrate del loro Paese come primo ministro o eleggerlo come presidente della Repubblica”.  E conclude: “Dal Quirinale, Draghi potrebbe usare i suoi poteri e la sua autorevolezza per assicurarsi che i governi futuri mantengano le riforme sui binari giusti. Se la coalizione di governo dovesse decidere di non eleggerlo alla Presidenza della Repubblica il ruolo di Draghi ne uscirebbe scalfito”.

Bloomberg. Prendersi la Presidenza della Repubblica per consolidare i risultati già raggiunti al livello economico. È questa invece la motivazione per cui l’agenzia di stampa statunitense sostiene la candidatura di Mario Draghi al Colle. E parte dai traguardi raggiunti in ambito economico: “”Draghi è stato al governo per quasi un anno, ha guidato l’economia italiana a raggiungere un tasso di crescita del 6,3%, ha organizzato una delle campagne vaccinali di maggior successo d’Europa, ha avviato riforme per affrontare i problemi strutturali dell’Italia, come la burocrazia eccessiva e il sistema giudiziario lento”. Poi ipotizza la mossa: “Draghi potrebbe ritenere che il modo migliore per preservare in futuro i risultati della sua azione di governo sia diventare Presidente della Repubblica, un ruolo che dura sette anni”. Secondo Bloomberg infatti “i presidenti italiani hanno molti più poteri di quello che sembra. Lo spread tra Bund e BTP per ora non si è mosso molto, probabilmente perché i mercati si aspettano che Draghi non lascerà la scena politica”. E conclude: “Potrebbe scommettere sul fatto che le sue possibilità di cementare la sua eredità siano migliori se scambierà la carica di premier con la presidenza, che ha un mandato di 7 anni. Se terrà il suo attuale lavoro, rischia di essere trascinato nel pantano delle lotte intestine politiche, come successe a Mario Monti, un altro rispettato tecnocrate”. 

Les Echos. Più sfumata l’analisi del quotidiano francese Les Echos sull’eventuale elezione di Mario Draghi al Colle. Per Les Echos con l’ex presidente della Bce al Quirinale il rischio è che i partiti populisti possano rialzare la testa. L’unica speranza, almeno secondo il giornale francese, è che Mario Draghi interpreti il ruolo presidenziale in modo più attivo. Les Echos parte da una considerazione analoga a quella degli altri giornali. “I suoi 11 mesi trascorsi al timone – si legge – hanno prodotti risultati piuttosto spettacolari, in un paese che di recente ne ha conosciuti così pochi: l’Italia è ormai uno dei paesi meglio vaccinati del mondo, mostra una ripresa economica superiore a quella della Germania e della Francia”. Ma poi lancia l’allarme: “Dietro la legittima aspirazione di un uomo di 74 anni, si nasconde tuttavia un immenso rammarico, quello di vedere un capitano abbandonare la sua nave in piena operazione di salvataggio”. Per poi aggiungere: “Tutto porta a credere che la fiducia dei mercati non sopravvivrà alla probabile uscita del suo primo ministro. Lui solo sembrava in grado di assorbire, o almeno far dimenticare quella montagna di debito, oltre il 150% del Pil, che minaccia la penisola. L’effetto Draghi sembra già svanire: il famoso ‘spread’, che dà una buona indicazione sulla difficoltà di un paese a finanziarsi sui mercati, è tornato al suo livello di due anni fa”, conclude Les Echos. 

Novaja Gazeta. Il giornale russo boccia la candidatura di Draghi e si concentra sulla rinuncia di Silvio Berlusconi al Colle, sottolineando i legami di amicizia tra il Cavaliere e il presidente russo Vladimir Putin. “‘L’amico di Putin’ – sottolinea il giornale – è, forse, il politico italiano più famoso in Russia. Silvio Berlusconi, dapprima inaspettatamente tornato alla grande politica, ha aspettato per mesi e all’ultimo momento si è rifiutato di partecipare alla corsa”. Poi l’affondo di Novaja Gazeta su Draghi: “Il suo principale rivale, il premier in carica Mario Draghi, è uno dei preferiti del centrosinistra, ma il suo passaggio da presidente del Consiglio a presidente potrebbe provocare una crisi nel governo. E ora la questione di chi si trasferirà nel palazzo presidenziale del Quirinale si fa solo più complicata”. 

 

Andrea Persili

Classe 1990, laurea in Giurisprudenza e tante passioni: dalla politica alla letteratura, dalla storia alla filosofia. Ho fatto da relatore in seminari sul diritto di cittadinanza. Ho scritto di caporalato e mobbing. Ed alla fine ho scoperto che il giornalismo è la mia vera passione: la curiosità di indagare in territori inesplorati e di dare voce a chi non può farlo.