Rcs, Marchionne: “Aumento strategico per Fiat”. Scende in campo il sindacato: “Preoccupati per La Stampa”

Continua la querelle per il controllo del gruppo editoriale Rcs. Il numero uno di Fiat si giustifica per l’aumento al 20% nella quota parte di Rcs che edita il Corriere della Sera: “Rizzoli è strategica, altrimenti non avremmo investito tanto”. Ma scattano le polemiche da parte del patron di Tod’s sulla libertà di stampa e sale la preoccupazione dell’ Associazione stampa subalpina che teme gravi ripercussioni sul futuro di La Stampa. Il pericolo è che venga accorpata ad altri giornali della regione.

Diego Della Valle, che detiene l’8,7% del capitale Rcs, vede l’avanzamento di Fiat come una minaccia per la libertà di pensiero e scrive una lettera al Presidente Giorgio Napolitano in cui spiega che “sarebbe necessario che noi tutti, il gruppo che io rappresento,la Fiat, Intesa e Mediobanca, invece di rafforzare le nostre posizioni, facciamo un passo indietro e lasciamo completamente l’azionariato di Rcs liberandolo così da tutte le vecchie polemiche e da tutte le dietrologie di ogni tipo”. Oltretutto, la scalata al Corriere della prima azienda automobilistica getta nel panico i giornalisti che temono ulteriori ridimensionamenti e di finire inglobati in un unico foglio del Nord. Scende quindi in campo il sindacato: “Si faccia chiarezza sui piani editoriali oppure non risparmieremo energie per evitare la perdita di altri posti di lavoro e l’indebolimento di una voce di straordinaria importanza per il territorio”.

I giornalisti del quotidiano torinese infatti stanno affrontando un pesante stato di crisi che porterà nel giro di un anno al prepensionamento di 32 redattori. Il che rappresenta non solo una rilevante perdita di professionalità ma anche un onere gravoso per la redazione e per le casse degli istituti di categoria. E la Stampa Subalpina ricorda che per far sì che il piano di rilancio sia efficace “è necessario che nessuna risorsa venga sottratta a questo impegno”.

Ma il Lingotto, di fatto, ha raddoppiato la sua quota ed è ora il più grande azionista all’interno del gruppo del Corriere superando di 5 punti percentuali Mediobanca. Un aspetto da non sottovalutare viste le ultime espansioni e mosse aziendali della Fiat, dopo l’aumento a quota 68% della Chrysler.

Sara Stefanini