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HomePolitica Referendum, scontro Nordio-Anm sui finanziamenti del Comitato per il No

Giustizia, il ministro all'Anm
"Rivelate chi ha finanziato
il Comitato per il No"

La levata di scudi delle opposizioni

"Una atto molto grave di intimidazione"

di Marco Bertolini17 Febbraio 2026
17 Febbraio 2026
Referendum

Il presidente dell'Associazione nazionale Magistrati Cesare Parodi, con dietro sullo sfondo una foto del ministro della Giustizia Carlo Nordio | Foto Ansa

ROMA – Non si placano le polemiche per il referendum sulla giustizia. Il nuovo capitolo dello scontro riguarda la richiesta del ministro della Giustizia Carlo Nordio di avere la lista dei donatori del comitato per il No. Continua quindi il duello con l’Anm con il suo presidente, Giulio Parodi, che sottolinea l’autonomia dell’Associazione nazionale magistrati. 

La richiesta di via Arenula 

Da Montecitorio a Via Arenula. Lo scorso gennaio, sul proprio profilo X, il deputato di Forza Italia Enrico Costa ha sollevato i primi dubbi sulla natura dei finanziamenti del Comitato ‘Giusto dire No’, promosso dall’Associazione nazionale magistrati. Costa ha sottolineato come l’Anm abbia promosso ufficialmente la nascita di tale comitato, finanziandolo e raccogliendo i contributi volontari da migliaia di cittadini. Lo schema, tuttavia, creerebbe un legame non solo politico ma anche formale tra i magistrati in servizio iscritti all’Anm e cittadini sostenitori. In sintesi possibili pressioni. Il deputato si è chiesto cosa accadrebbe se un magistrato, iscritto all’Anm, si trovasse in tribunale di fronte a un finanziatore del comitato. Poi lunedì 16 febbraio tocca alla capo di Gabinetto del ministero della Giustizia Giulia Bartolozzi. In una lettera inviata a Parodi Bartolozzi ha sottolineato il “potenziale conflitto tra magistrati in servizio iscritti all’Anm e privati sostenitori del Comitato Giusto dire No”. La funzionaria ha invitato l’Associazione a rendere noti gli eventuali finanziamenti ricevuti dal comitato da parte dei privati cittadini nell’ottica di una piena trasparenza. 

La risposta del presidente dell’Anm

Parodi risponde a Bartolozzi sottolineando come l’associazione sia un soggetto, anche giuridico, assolutamente autonomo. “Non sono nelle condizioni di rispondere in quanto, come lei ben riporta, il Comitato in questione è solo stato promosso dall’Anm. Annoto solo che la sua richiesta di rendere pubblici dati di privati cittadini ritengo sia contrario alla salvaguardia della loro privacy. Ma questa rimane una mia valutazione personale che le segnalo per correttezza”, ha detto. Parole che però non sono bastate. Poco dopo Costa rincara la dose: “Per Parodi il comitato è autonomo rispetto all’Anm: una barzelletta”. Ma Parodi rimanda al sito del Comitato dove, nello statuto, c’è la risposta alla domanda di Costa. È quasi impossibile che un magistrato venga a sapere chi ha finanziato Anm, tramite il suo comitato. Perché? I dati dei donatori potrebbero essere resi noti solo “a dipendenti del Comitato, nell’ambito delle proprie mansioni”. Oppure “a tutti i soggetti espressamente nominati come incaricati o responsabili del trattamento, come tali tenuti agli stessi obblighi di riservatezza che competono al Comitato e altresì espressamente istruiti sull’osservanza delle norme di sicurezza”, si legge nello statuto. 

La difesa dell’opposizione

In difesa dell’Anm si alzano gli scudi di Pd, M5s e Avs: “C’è un attacco all’equilibrio costituzionale”. Secondo la responsabile nazionale giustizia del Pd Debora Serracchiani, la richiesta della capo di gabinetto del ministro Nordio “mette in discussione la libertà di partecipazione e alimenta un clima di pressione nei confronti della magistratura e dei cittadini che voteranno No”. Per la dem una grave intimidazione quindi, che però rivela qualcosa in più. “Un atto molto grave che tradisce il nervosismo che si respira nei palazzi del Governo”. 

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