Renzi rassicura Senigallia ancora senza luce e telefono. Chiesto lo stato di emergenza

Senigallia

L’Enel ha inviato a Senigallia 70 tecnici per riallacciare le utenze elettriche, la Protezione civile si è mobilitata nella distribuzione di acqua, viveri e medicinali mentre il Sindaco  Maurizio Mangialardi ha annunciato altre 72 ore di allerta e la chiusura delle scuole fino a mercoledì, e il presidente della Regione Gian Mario Spacca ha chiesto lo stato di emergenza. Ma il premier Matteo Renzi ieri ha visitato i luoghi dell’alluvione e rassicurato la popolazione circa l’intervento, anche economico, delle istituzioni nella ricostruzione di una “città bellissima”, come dichiarato dallo stesso Renzi: si partirà con il censimento dei danni, secondo “il metodo di lavoro già sperimentato con Protezione civile e Palazzo Chigi, poi la determinazione di un impegno economico. Ma Senigallia”, ha aggiunto il premier, “è già in ripresa e pronta per la stagione balneare in arrivo”.
Riaprono oggi i caselli dell’A14 chiusi per l’alluvione, rientrano quasi tutti gli sfollati (salvo 30 persone, tutt’ora accolti nel seminario vescovile), il livello del Misa scende in modo consistente e in nottata non sono state segnalate nuove tracimazioni. Ma non si placa la polemica riguardo la possibilità di prevenire danni così ingenti: gli ultimi a cavalcarla sono stati i candidati Green Italia-Verdi Europei alle elezioni europee, Roberto Della Seta e Francesco Ferrante. “Occorre mettere mano ai 1,6 miliardi di euro già disponibili, e reperire nuove risorse per la riduzione del rischio idrogeologico, utilizzando i fondi europei e il fondo sviluppo e coesione del 2014-2020; ed escludere tali interventi dal patto di stabilità”.
La polemica era montata dopo gli avvenimenti tragici che avevano coinvolto Nicola Rossi, 86 anni di Roncitelli, frazione di Senigallia: alla chiamata del 118 l’ambulanza era partita con sveltezza ma poi era rimasta bloccata dal fango a pochi chilometri dall’anziano. L’intervento tardivo dell’elicottero era ormai inutile per l’arresto cardiaco dell’ultraottantenne.
Non solo: il Misa è straripato sabato all’alba nella frazione di Pianello già alle 6 del mattino e la violenza del fiume si è rapidamente spostata a valle. Perché, nonostante il Misa ingrossato, i negozi del centro sono stati fatti aprire salvo poi avvertire tra le 9.30 e le 10 per una evacuazione? Perché le scuole non sono state evacuate fin dalle prime ore del mattino, se è vero che gli studenti sono rimasti bloccati negli istituti Corinaldesi e Marchetti?
Non sono solo le domande che si fanno i cittadini, riportate dal quotidiano locale “Vivere Senigallia”, ma anche questioni da sottoporre al Dipartimento per le politiche integrate di Sicurezza e per la Protezione civile. Che si difende: il Centro Funzionale della Protezione civile della Regione Marche aveva emesso l’allerta meteo venerdì 2 maggio alle ore 13.00 con una validità dalle ore 00.00 del 3 maggio e fino a tutta domenica 4 maggio. La criticità segnalata era di terzo livello, su una scala massima di quattro. Sono quindi le istituzioni locali che non hanno recepito l’allarme secondo le modalità consone? Parte il solito scaricabarile: “La situazione che Senigallia si è trovata ad affrontare nelle ultime ore non poteva essere prevista. E’ stata forse la prima volta che si è verificata un’emergenza maltempo simile”, ha detto ai microfoni di RaiNews24 il consigliere comunale di Senigallia Roberto Paradisi. “Alle 12.15 sul sito della protezione civile – ha aggiunto – la situazione era normale: se fosse vero, e lo verificheremo, sarebbe un fatto grave”.

Nicola Maria Stacchietti

Nicola Maria Stacchietti

Nato a Jesi il 12 Aprile 1987, si è laureato in Filologia Moderna alla Sapienza con 110 e lode. Ha frequentato il corso “Professione Reporter” riconosciuto dalla Provincia di Roma, propedeutico alla sua prima esperienza giornalistica con il “Corriere Laziale” dove scrive di sport da febbraio del 2013. Attualmente frequenta il Master in Giornalismo della Lumsa (riconosciuto dall’Ordine dei giornalisti).