Riforma del servizio civile, un’opportunità di lavoro per 100 mila giovani


Servizio-Civile-NazionaleSono ancora vive le immagini dei danni provocati da terremoti e inondazioni degli scorsi anni oltre a quelle degli incendi estivi che periodicamente distruggono ettari di macchia boschiva. Sono le stesse immagini che deve aver rivisto il governo prima di presentare il progetto di riforma del servizio civile. Da ottobre i ragazzi fra i 18 e i 28 anni avranno l’occasione di entrare a far parte di programmi per la salvaguardia del patrimonio culturale e geologico, inclusione, legalità e solidarietà. Un’opportunità di lavoro che si concilia con l’amore per la Patria.

La novità della riforma è nel “reclutamento” esteso a immigrati con permesso di soggiorno, cittadini comunitari e profughi richiedenti asilo.

Il rinnovamento, che trae i punti cardine per il servizio civile dalla legge 64 del 2001, punta a coinvolgere 100 mila giovani nel prossimo triennio. Il primo bando sarà a ottobre 2014, un’opportunità per 12 mila volontari mentre già dal 2015 i posti raddoppieranno fino a toccare quota 100 mila nel 2017. I ragazzi potranno prestare servizio per una durata minima di 8 mesi prorogabili a 12. Non più di 30 ore settimanali e lo stipendio non verrà tassato. Ogni operatore percepirà 433 euro al mese e costerà allo Stato circa 6mila euro l’anno.

I fondi per rendere pienamente operativo il progetto provengono dalle casse del Fondo nazionale del servizio civile. Ai 125 milioni di euro già disponibili si aggiungeranno altri 55milioni derivanti dai progetti regionali del piano Garanza-giovani.

La prossima settimana si riunirà il Consiglio dei ministri per presentare la legge delega che porterà al pieno compimento la trasformazione del servizio civile nazionale. Matteo Renzi ha così a cuore l’istituzione dei un rinnovato servizio allo Stato volontario che ha la tentazione di proporre, nel semestre di presidenza del Consiglio a Bruxelles, la nascita di un servizio civile europeo.

La speranza è che il volontariato giovanile sia un volano per la ricerca della prima occupazione e lo sviluppo di un più profondo senso civico.

L’Associazione nazionale alpini, per voce del presidente Sebastiano Favero, lancia la proposta di reintrodurre la leva nel corpo. L’Ana infatti è una delle più efficienti macchine organizzative di protezione civile, infatti l’inquadramento militare sarebbe di breve periodo in favore di una formazione antincendio boschiva e di manutenzione montana sia estiva che invernale. Un’efficace alternativa al consueto concetto di difesa della Patria.

Emanuele Bianchi

Emanuele Bianchi

Nasce in Toscana, ma vive da molti anni nella Capitale. Nel 2011 si laurea alla"La Sapienza" in Linguaggi e tecnologie del giornalismo e dell'informazione. Tesi in storia contemporanea, relatrice prof.ssa Simona Colarizi. Pubblicista dal 2006, collabora come cronista per varie testate cartacee occupandosi di sport, inchieste, politica, economia, costume e società. Tifoso viola, appassionato di calcio e di sport motoristici sogna di occuparsi di cronaca sportiva.