Roma, Marino troppo debole: il 73 per cento oggi non lo voterebbe

IGNAZIO-MARINO-4Straripante la delusione dei romani nei confronti del loro sindaco: il 73% di loro oggi non lo rivoterebbe, in caso di nuove elezioni amministrative, e 7 elettori su 10 danno una valutazione negativa sul lavoro svolto dall’amministrazione. Questo il risultato del sondaggio condotto negli scorsi giorni da Demos per “la Repubblica”. La maggioranza dei cittadini capitolini lo ritiene “innocente” per quanto riguarda le vicende legate all’inchiesta di Mafia Capitale, ma “colpevole” di “omesso governo” e controllo.
Quel che è certo, però, è che i romani non considerano minimamente l’ipotesi di sciogliere per mafia e di commissariare il Comune (circa il 50% è contrario, il 43% favorevole), anche se per diverse ragioni. Marino sarà pure, per i suoi cittadini, un sindaco debole, ma non complice del sistema criminale emerso dalle inchieste dei magistrati. Poi c’è da dire che attualmente non si profilano all’orizzonte alternative autorevoli e consolidate. Solo Giorgia Meloni dispone di un grado di fiducia superiore a Marino, seppur minimo: 35% a 30%. Le altre figure testate nel sondaggio di Demos, invece, non sono ancora in grado di competere con l’attuale sindaco: Alessandro Di Battista, ma anche Alfio Marchini.

Come se non bastasse, è stato trovato vicino casa di Marino, un piccione morto, con un foro di proiettile e un bossolo accanto, episodio analogo a quello di pochi giorni fa, quando venne ritrovata un’altra lettera contenente un proiettile e inquietanti minacce. Secondo le prime ipotesi, potrebbe trattarsi di “un segnale” e a confermarlo è lo stesso sindaco di Roma, che ha scherzato sull’episodio: «Il piccione? Lo hanno portato in Procura, lo stanno cucinando». Poi ha proseguito: «È evidente che un livello di preoccupazione ci sia dopo la lettera con le minacce a me è ai miei familiari – ha commentato Marino – direi una bugia se vi dicessi che non sono preoccupato ma è una motivazione in più per andare avanti con determinazione».
Infine la decisione di accettare la scorta disposta dalla Prefettura. «Ho parlato di questo con il prefetto – ha detto Marino a margine della presentazione delle attività culturali della Capitale alla Centrale Montemartini – e neanche lui aveva ulteriori informazioni se non il fatto che se ne sta occupando la Procura di Roma».

 Renato Paone

Renato Paone

Nato a Carpi (Mo) il 16 luglio 1986, si è laureato in Scienze Storico–Religiose presso La Sapienza di Roma. Nel 2007 ha iniziato a collaborare con il quotidiano “Il Corriere Laziale” ottenendo, al termine del biennio, il tesserino da pubblicista. Ha proseguito la sua attività giornalistica scrivendo su alcune riviste on line, interessandosi prevalentemente di politica estera, Medio Oriente, Asia e Africa, e pubblicando il suo primo libro, “Jihad e Stampa Cattolica”, nel settembre del 2013.