Via libera al Rosatellum bisDecisivi i voti verdinianiGentiloni: ora lo Ius Soli

Approvata la nuova legge elettorale Verdini in maggioranza di governo

Il Rosatellum bis è legge. L’Aula di Palazzo Madama ha approvato questa mattina, in via definitiva, il nuovo testo della legge elettorale: 214 i sì, 61 i contrari, due gli astenuti. Dopo i cinque voti di fiducia di ieri, le proteste dei 5 Stelle, di Mdp e Sinistra Italiana, il risultato dello scrutinio palese di oggi consegna al paese un nuovo sistema elettorale.

Il Rosatellum 2.0 segna però uno spartiacque: la sua approvazione ha determinato un cambiamento nella maggioranza di governo e una spaccatura all’interno del Partito Democratico. Perché i 16 senatori di Mdp in meno a Palazzo Madama – martedì Mdp è salito al Colle per ufficializzare al Presidente della Repubblica il passaggio all’opposizione – sono stati sostituiti dai verdiniani di Ala, fondamentali dal terzo voto di fiducia in poi.

E quello di Denis Verdini non è solo un aiuto momentaneo al Pd, ma un vero e proprio ingresso nella maggioranza. Il premier Paolo Gentiloni infatti ha bisogno di lui per far approvare la manovra, in assenza dei bersaniani di Mdp, e soprattutto con il segretario Pd Matteo Renzi che si è detto contrario all’innalzamento dell’età pensionabile a 67 anni. “Si prendono i voti che ci sono – ha sottolineato il presidente del Consiglio – perché l’alternativa è l’esercizio provvisorio”.

Garantire la stabilità del paese dunque, ma non solo: l’ingresso di Verdini in maggioranza sarà fondamentale per la prossima partita che si apre, quella per l’approvazione della legge sullo Ius Soli. “Non dite che il sostegno di Verdini puzza. Servirà a votare la fiducia sullo Ius Soli”, annuncia il capogruppo Pd Luigi Zanda. Verdini conferma: “Sono pronto a votare lo Ius Soli anche domani”, ha dichiarato in mattinata il senatore di Ala.

Ma l’effetto dell’approvazione del Rosatellum è uno spartiacque anche all’interno del Pd. Vannino Chiti, senatore Pd e presidente della Commissione per le Politiche Europee non ha votato la fiducia, e oggi con lui sono usciti dall’Aula 8 senatori democratici. Ieri l’ex Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, nel corso del suo intervento a Palazzo Madama ha sottolineato le pressioni indebite a cui è stato sottoposto il presidente del Consiglio per indurlo ad apporre la fiducia sul testo elettorale. Obiettivo delle critiche di Napolitano il segretario Pd Renzi, che ha insistito per la fiducia nonostante Gentiloni avesse manifestato l’intenzione di rimanere neutrale.

Siria Guerrieri

Dottore di Ricerca, giornalista con la passione per Politica ed Esteri fin dai tempi dell’università. Nel 2010 e nel 2011 è a Washington DC per una borsa post-doc. Dal 2014 al 2016 collabora con la redazione di Rassegna, Rassegna.it e Liberetà, occupandosi di esteri e politiche dell'Unione Europea.