Schlein vaga sull'UcrainaIl fronte pacifista crescee chiede una posizione netta

Dal Pd assicurano nessun cambio di linea sulla guerra e Fdi chiede più chiarezza

ROMA – “Dobbiamo lavorare di più e con più forza per la pace”. Elly Schlein rimane vaga e non assume una posizione netta sulla linea del nuovo Partito democratico riguardo la guerra in Ucraina e l’invio di armi a Kiev. E in tanti chiedono chiarimenti.

Prima il passaggio di consegne da Enrico Letta, poi il debutto alla Camera da neo segretaria dem: gli impegni istituzionali di Elly Schlein iniziano ad infittirsi e il suo  obiettivo primario resta quello di iniziare a costruire gli equilibri interni al partito. Ma gli interrogativi non mancano, a partire dalla posizione del partito nei confronti della guerra in Ucraina. Fino ad ora infatti, la neo segretaria non ha mai votato contro l’invio degli aiuti bellici a Kiev in Parlamento, ma nelle dichiarazioni pubbliche ha tenuto una posizione diversa, molto più critica sul riarmo e a favore dei negoziati. Da qui la necessità di una decisione su questo tema caldo, che potrebbe provocare una scissione interna. In tanti chiedono di smarcarsi dalla linea di Enrico Letta, che fin dall’inizio della guerra infatti ha sempre votato a favore di tutti i decreti per l’invio delle armi in Ucraina.

Le reazioni politiche interne e opposte

Lo sponsor di Schlein, Peppe Provenzano, dichiara che non ci sarà alcun cambiamento di linea sulla guerra in Ucraina. Della stessa idea Graziano Delrio, secondo cui “la posizione del Pd non muterà ma chiediamo di aumentare la pressione diplomatica per fermare la guerra”.  A pronunciarsi ad Agorà su Rai Tre anche il parlamentare dem Alessandro Zan che ha confermato “nessun cambio di passo, purché l’Europa lavori ad una soluzione negoziale”. Richieste di chiarimento arrivano anche dalla maggioranza. Schlein “deve dire se la posizione del Pd cambierà e come si schiererà  in Parlamento”, ha detto Alfredo Antoniozzi, vice capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera.

Il fronte dei pacifisti si allarga

“Ci aspettamo un cambio di passo dal Pd anche in Europa”. Le parole di Francesco Vignarca, della Rete Pace e Disarmo, fanno eco a quelle di tutti gli altri pacifisti che incalzano Schlein a prendere una posizione netta e a distaccarsi dalla linea di Enrico Letta sull’invio di armi in Ucraina. “Spero che pace e disarmo rientrino nell’agenda politica”, è l’auspicio di Sergio Bassoli, coordinatore Rete Europe For Peace. Della stessa idea Flavio Lotti, coordinatore della marcia Perugia-Assisi, che ha ribadito che “spendere per le armi ha enormi conseguenze economiche e sociali”.

Sofia Zuppa

Nata ad Arezzo, città natale di Petrarca e Vasari, sono migrata nella dotta, la rossa e la grassa Bologna, città dai contorni caldi che mi ha amabilmente cresciuta. Infine sono piombata nell'antica ed eterna Roma. Un viaggio sempre intessuto dall'amore per lo studio e per il giornalismo, una passione che spero un giorno possa portarmi ancora più lontano...