HomePolitica Sì della Camera alle riforme, approvato ddl Boschi: 357 si e 125 no

Sì della Camera alle riforme, approvato ddl Boschi: 357 si e 125 no

di Flavia Testorio10 Marzo 2015
10 Marzo 2015

senato1È scattata a mezzogiorno e mezza l’ora “x” per la riforma del Senato (nella fotografia). La Camera dopo le dichiarazioni di voto, cominciate questa mattina alle 10, ha approvato in prima lettura il disegno di legge sulle riforme costituzionali con 357 sì. Sono stati invece 125 i no e 7 gli astenuti. Passate, quindi, anche la revisione del titolo quinto della Costituzione e la trasformazione della seconda camera del Parlamento in assemblea non elettiva.

La spaccatura di Forza Italia. Lunedì Silvio Berlusconi aveva già fatto sapere che Forza Italia non avrebbe votato a favore del decreto legislativo Boschi e il capogruppo del partito di centro destra, Renato Brunetta, aveva confermato la scelta. Ma 17 deputati hanno sottoscritto un documento criticando fortemente la linea scelta dai vertici: “Voteremo contro non per disciplina di gruppo ma per affetto e lealtà nei tuoi confronti”, scrivono riferendosi a Berlusconi. Forza Italia, comunque, sembrava già spaccato dopo la dichiarazione dell’ex Dc Gianfranco Rotondi che a Repubblica aveva dichiarato:”Voterò a favore e non sarò il solo”.

Fuori dall’Aula il Movimento Cinque Stelle, che ha mantenuto la promessa disertando le votazioni. “E’ davvero doloroso per me essere qui oggi ma lo faccio con l’orgoglio di chi ha il compito di testimoniare la contrarietà al tentativo di rovinare la Costituzione imposto con metodi fascisti” ha detto Danilo Toninelli, deputato M5S, intervenendo in Aula durante le votazioni sul ddl. Contrari rispetto al gruppo si sono espressi Stefano Fassina (Pd) e Giovanni Monchiero (Sc) che non ha partecipato al voto e Gianfranco Rotondi (Fi).

Unitaria nemmeno la posizione dei Dem. Pippo Civati ha scritto sul suo blog “così come Chiti e Tocci non votarono la riforma al Senato, io non voterò alla Camera” ed è stato di parola. Critici anche altri deputati del partito. Gianni Cuperlo, Rosy Bindi e Alfredo D’Attorre minacciano: se non ci saranno modifiche, questo sarà l’ultimo sì. Alla fine, la maggioranza del Pd, ha però votato per il sì. “Il Pd è convinto e orgoglioso” di portare avanti queste riforme, ha detto il vicesegretario del Pd Lorenzo Guerini, “perché l’Italia non può attendere”.

Quella di oggi, comunque, non sarà l’approvazione definitiva. Adesso la riforma passerà da Montecitorio a Palazzo Madama. Il testo su cui si sono espressi oggi i deputati è, infatti, diverso da quello approvato dai senatori lo scorso agosto. In seguito se il Senato darà voto favorevole allo stesso testo (senza cambiarne nemmeno una virgola) comincerà, dopo tre mesi, la seconda lettura da parte di entrambe le Camere. Se a quel punto la riforma non dovesse essere approvata con una maggioranza di almeno due terzi potrà essere sottoposta a un referendum costituzionale senza quorum: il ddl Boschi diventerà legge ed entrerà in vigore solo se accettato dalla maggioranza più uno dei votanti. Senza contrattempi l’approvazione parlamentare definitiva dovrebbe arrivare entro la fine dell’anno e un eventuale referendum entro l’estate del 2016.

Un paese più semplice e più giusto. “Voto riforme ok alla Camera. Un paese più semplice e più giusto. Brava Maria Elena Boschi, bravo Emanuele Fiano, bravi tutti i deputati di maggioranza #lavoltabuona”. Questo il tweet con cui il premier Matteo Renzi ha commentato il voto di Montecitorio sul ddl Boschi sulla riforma costituzionale. E su twitter scrive anche Angelino Alfano, leader di Ncd e ministro dell’Interno: “Alla Camera ok a leggi più veloci e meno parlamentari. Abbiamo fatto quel che abbiamo sempre detto. #avanticosì”.

Flavia Testorio

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