Anniversario di NassiriyaIl mondo politico si stringeper ricordare le 17 vittime

Con orgoglio il figlio di una vittima «Resta per noi un grande uomo»

«È una ferita che non si rimarginerà mai», queste le parole di Marco Intravia, figlio di Domenico, una delle vittime dell’attentato di Nassiriya.

Sono passati 17 anni dal tragico attentato che costò la vita di 19 italiani nove iracheni. Tornando indietro alle 8:40 di 17 anni fa, un un camion cisterna pieno di esplosivo scoppiò davanti all’ingresso della base MSU (Multinational Specialized Unit, ndr) italiana dei carabinieri. L’esplosione del camion provocò poi l’esplosione del deposito munizioni della base e con questo la morte di diverse persone tra militari e civili.
Il conto delle vittime avrebbe potuto essere anche più pesante. Infatti, Andrea Filippa, il carabiniere di guardia alla base, riuscì ad uccidere i due attentatori. Il camion, così, si schiantò sul cancello d’entrata della base, limitando il numero delle vittime.
Tra di loro si contano carabinieri, militari, ma anche civili: il cooperatore internazionale Marco Beci e il regista Stefano Rolla, sul posto per girare uno sceneggiato sulla ricostruzione a Nassiriya da parte dei soldati italiani.

Tra i militari il già citato Domenico Intravia. Oggi il figlio parla con orgoglio del padre: «Resta per noi un grande uomo che, dinanzi alla morte annunciata, con coraggio ha onorato la divisa che indossava, fedele, fino alla morte, al giuramento prestato alla Repubblica».
Tutto il mondo politico, senza divisioni di schieramenti e colori, rende omaggio alle vittime. La presidente del Senato Maria Elisabetta Casellati afferma che la morte di questi nostri soldati testimonia l’impegno del paese per stabilire la pace. Sulla stessa lunghezza d’onda anche altre figure di spicco della politica. Antonio Tajani, su Twitter, mette in guardia perché resti viva la memoria delle vittime.

Utilizza Facebook il leader del Pd, Nicola Zingaretti che parla di tributo alle vittime.
Con un post su Facebook anche Ettore Rosato, Italia Viva, individua nella memoria delle vittime «i valori di libertà, pace e democrazia».

Andrea Noci

Sono nato il 5 ottobre 1998 a Firenze. Laureato in Lettere moderne, con una tesi in Grammatica italiana. Amo la lingua italiana e utilizzarla in tutte le sue forme per scrivere.