Su 108 circoli Pd romani 27 ritenuti “dannosi” da Barca. Adesso rischiano la chiusura

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Su 108 circoli del Pd aperti a Roma 27 sono stati ritenuti “dannosi” – e rischiano dunque la chiusura – dalla relazione elaborata dal team diretto dall’ex ministro Fabrizio Barca. L’indagine, denominata #MappailPd,  fortemente voluta dal commissario del Partito Democratico romano Matteo Orfini, è durata circa sei mesi e ha portato alla suddivisione in sei categorie dei circoli romani.
Nella peggiore, quella dei “dannosi”, sono confluiti i cosiddetti circoli “potere per il potere”, quelli in cui prevalgono gli interessi particolari che sovrastano quelli generali, nella cui lista figura anche Testaccio.
Per quanto riguarda le altre 5 categorie due circoli sono finiti in quella denominata “presidio chiuso”, caratterizzata da un forte degrado sociale e istituzionale; 25 in quelli “identità”, che promuove iniziative rivolte all’esterno su temi prevalentemente di interesse nazionale; “inerzia” è il nome dato alla categoria il cui tratto dominante è l’inazione, con 17 nomi presenti; i 28 circoli “ponte” società e Stato mobilitano i cittadini e incalzano l’amministrazione; infine i 9 circoli “progetto” sono quelli in cui gli interessi generali dei cittadini vengono privilegiati rispetto a interessi particolari.
Stando al rapporto uno su 4 rischia adesso la chiusura. Una notizia che ha allarmato i rappresentati dei circoli, creando una nuova polemica in casa dem, tra chi teme inoltre che la critica per la cattiva gestione possa essere accostata allo scandalo Mafia Capitale.
Ma Barca non fa marcia indietro e mette la relazione nelle mani del sindaco Ignazio Marino, auspicando che possa diventare “uno strumento di lavoro anche per chi in questo momento governa la città”. Da parte sua Marino ringrazia e promette: “Dobbiamo cambiare la città ancora più incoraggiati dal sostegno di tutti i nostri lavoratori e delle loro forze sindacali”. Mentre Orfini sottolinea come il dossier Barca sia motivo di vanto per il Partito Democratico: “Credo che sia un elemento unico nella storia dei partiti italiani. Questo lavoro ci consentirà di chiudere una stagione: chiudere i circoli che vanno chiusi, valorizzare quelli che vanno valorizzati”.

Silvia Renda

Silvia Renda

Nata a Lamezia Terme il 20 Aprile 1991. Vive da qualche anno a Roma dove ha conseguito la laurea triennale con votazione 110 e lode in Scienze della comunicazione (percorso giornalismo, uffici stampa e relazioni pubbliche) presso l’Università Lumsa, con una tesi dal titolo “La nuova vecchia retorica politica italiana: comunicazione nell’era della politica pop”. Ha collaborato con redazioni giornalistiche online. E' attualmente praticante della Scuola di Giornalismo dell’Università Lumsa.