Tav, scelta entro venerdìConte: il governo non cadràM5S-Lega, trattativa no stop

Buffagni: "Disposti ad andare a casa" Cresce l'ipotesi referendum al Nord

“Siamo in dirittura d’arrivo, nel percorso finale, quello politico. Oggi c’è stata la prima riunione, abbiamo iniziato l’analisi costi benefici. Domani sera avremo una riunione con i tecnici a oltranza. Credo in una scelta entro venerdì”. Sono queste le prime dichiarazioni del presidente del Consiglio Giuseppe Conte al termine del vertice di governo con i due vicepremier Matteo Salvini e Luigi Di Maio e il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli.

Lo stato maggiore del governo si è riunito per cercare di superare uno stallo non più sostenibile e decidere in merito a quello che, per esigenze di calendario, è il tema più caldo del dibattito politico. Entro l’11 di marzo infatti dovranno partire i bandi per l’assegnazione dei lavori per l’alta velocità. In caso contrario si perderanno i 300 milioni di fondi stanziati dall’Ue per l’opera.

“Siccome prenderemo la scelta migliore per i cittadini, ovviamente il governo non rischia”, ha ribadito Conte. Immediata la reazione della Lega, attraverso il capogruppo alla Camera Riccardo Molinari. “Stiamo lavorando per la soluzione migliore partendo da dati oggettivi. La soluzione è nelle mani del presidente Conte, le posizioni di partenza sono note. Siamo fiduciosi che si risolverà tutto per il meglio”.

Le premesse al vertice di questa mattina erano tutt’altro che concilianti, come lasciava trasparire su Rai Tre ad Agorà il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Stefano Buffagni: “Noi non vogliamo buttare soldi per opere vecchie, se bisogna andare a casa io non vedo il problema”. “Bisogna fare i bandi”, la replica a distanza a Radio Anch’io del viceministro delle Infrastrutture Edoardo Rixi.

Ospite alla trasmissione di Radio 1 anche il governatore della Regione Lombardia Attilio Fontana, che accoglie con favore l’idea di un referendum per superare l’empasse Tav: “Queste scelte devono essere fatte dalla politica, ma se così non fosse, se la politica ci chiedesse di dare voce alla gente, sono d’accordo a chiedere il referendum”. Una prospettiva avallata anche dal presidente della Liguria Giovanni Toti: “Un referendum nel Nord Italia io sarei disposto a farlo, come hanno detto tutti gli amici governatori di tutti i colori nel Nord del Paese”.

Flavio Russo

1991. Liceo classico e università umanistiche. Curioso di tutto e quindi giornalista. Sono nato lo stesso giorno di Andrea Pazienza, mio padre spirituale. Napoletano, incredibilmente amo la musica, il mare, la pizza e Maradona.