ROMA – Tensioni e ostilità ripiombano su Roma nel giorno della commemorazione della strage di Acca Larentia. Nelle ultime ore la Capitale è stata infatti teatro di spiacevoli fatti di cronaca, caratterizzati dai proiettili sparati contro la sede della Cgil nel quartiere Primavalle e dall’aggressione contro i militanti di Gioventù Nazionale.
L’assalto alla Cgil
Nella giornata del 7 gennaio, alla riapertura della sede sindacale, sono stati rinvenuti cinque fori di proiettile: uno su ciascuna delle vetrate e delle serrande dell’edificio. Secondo quanto riferito dal sindacato, l’attacco ha colpito esclusivamente la sede della Cgil, senza coinvolgere altri locali o attività commerciali adiacenti. Sull’episodio sono in corso le indagini della Digos della Questura di Roma: gli investigatori hanno trovato anche due ogive dei proiettili. La Cgil parla di un episodio di estrema gravità.
Di Cola (Segretario Cgil Roma): “Non ci facciamo intimidire”
“Auspichiamo che i responsabili vengano individuati e che le motivazioni di questo gesto vengano chiarite nel più breve tempo possibile. Una cosa, però, è certa: non ci lasciamo intimidire”, ha detto il segretario generale della Cgil Roma e Lazio, Natale Di Cola. Sull’episodio è intervenuta anche la segretaria del Pd, Elly Schlein, esprimendo solidarietà: “Quanto accaduto a Primavalle è inaccettabile. Di fronte a gesti simili è urgente alzare la guardia: i sindacati sono uno dei presìdi della democrazia a difesa dei diritti e della legalità, nessuna intimidazione ne depotenzierà il valore”. Sulla stessa linea il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, che ha condannato quanto accaduto: “Roma è una città che ripudia ogni forma di violenza politica, sia quando si manifesta contro sedi di partito, sindacati o associazioni, sia quando prende la forma di aggressioni di strada, come avvenuto nella notte in via Tuscolana, ai danni di alcuni militanti di Gioventù Nazionale mentre affiggevano manifesti”.
L’agguato ai militanti di Gioventù Nazionale
Sarebbero circa dieci, incappucciati, armati di spranghe e aste i responsabili dell’aggressione a quattro attivisti di Gioventù Nazionale. L’episodio è avvenuto mentre i militanti affiggevano manifesti alla vigilia della commemorazione di Acca Larenzia. La Digos ha effettuato una mappatura per l’acquisizione delle registrazioni delle telecamere che potrebbero aver ripreso i responsabili. Intanto si è ripetuta, nella serata del 7 gennaio, la consueta pratica dei saluti romani al momento del “presente” in occasione della commemorazione dei tre ragazzi uccisi nel 1978. Circa un migliaio di militanti si è riunito davanti alla ex sezione di Acca Larentia.
Meloni: “Quando il dissenso diventa aggressione la democrazia perde”
“Quando il dissenso diventa aggressione, quando un’idea viene zittita con la forza, la democrazia perde. Sempre”. Si legge in un post della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. “Abbiamo il dovere di custodire la memoria e di ribadire con chiarezza che la violenza politica, in ogni sua forma, è sempre una sconfitta. Non è mai giustificabile. Non deve mai più tornare”, ha aggiunto la premier.


