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HomeEsteri Trilaterale Usa-Russia-Ucraina. Mosca: “Kiev deve lasciarci il Donbass”

Trilaterale di Abu Dhabi
Le condizioni di Putin
"Mosca vuole il Donbass"

Il nodo dell'Ucraina orientale

Europa grande esclusa

di Roberto Abela23 Gennaio 2026
23 Gennaio 2026
Mosca

Vladimir Putin | Foto Ansa

ABU DHABI – “Per la pace dovete consegnarci il Donbass”. Poco prima dell’inizio del trilaterale Usa-Russia-Ucraina in corso ad Abu Dhabi, Mosca ha lanciato un messaggio chiaro: si può discutere una tregua solo a una condizione.

Il nodo dell’Ucraina orientale

Il nodo da sciogliere è il controllo territoriale nell’Ucraina orientale. Come riferito ad Interfax dal consigliere presidenziale russo Yury Ushakov, “senza risolvere le questioni territoriali secondo la formula concordata ad Anchorage, non ci si può aspettare una soluzione a lungo termine”. Posizione cui ha fatto eco anche il portavoce di Palazzo d’inverno Dmitry Peskov, che parla specificatamente del Donbass: “Le forze armate ucraine devono essere ritirate da lì”. Il portavoce non ha poi escluso che parte dei 5 miliardi di asset russi congelati negli Stati Uniti “potrebbero essere spesi per il ripristino dei territori danneggiati dai combattimenti”. Che la questione centrale sia il controllo dei territori occupati lo spiega lo stesso Zelensky. In un messaggio inviato a giornalisti, il presidente ucraino ha confermato che “la questione del Donbass è fondamentale” e che “sarà discussa, così come lo sarà il modo in cui le tre parti la vedranno”. Ma ha comunque mantenuto una certa cautela, pure definendo il trilaterale “un passo avanti, si spera verso la fine della guerra”: “Possono succedere cose diverse”.

Europa grande esclusa

L’Europa, grande esclusa, ha subito il duro attacco frontale del presidente ucraino Zelensky, che dal palco del Forum ha accusato il Vecchio Continente di essere “un bellissimo ma frammentato caleidoscopio di piccole e medie potenze”, con scarsa “volontà politica” per affrontare Vladimir Putin. Come sulla difesa comune, punto su cui Zelesnky è tornato: “Abbiamo l’esercito più grande con esperienza di guerra. Potrebbe costituire la base per una forza europea unificata”, ha dichiarato all’agenzia Rbc-Ucraina. Come chiarito dallo stesso leader ucraino, il motivo del risentimento è la decisione di bloccare l’utilizzo degli asset russi per aiutare a difendere l’Ucraina, oltre al fatto che non ci sono stati “veri progressi” sull’istituzione di un tribunale per l’aggressione russa. “È una questione di tempo o di volontà politica?”, si è chiesto il leader. Un continente “perso nel tentativo di convincere il presidente degli Stati Uniti a cambiare. Ma lui non cambierà”, ha rincarato. Noi ucraini “abbiamo detto più volte ai nostri partner europei: agite ora”. Ma l’Europa “rimane ancora in modalità Groenlandia”, è il giudizio di Kiev. Per l’Italia il primo a rispondere è il ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha definito “ingenerose” le parole di Zelensky a margine del business forum Italia-Germania di Roma.

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