KIEV – La guerra torna a colpire le città ucraine mentre a Kiev si riuniscono i vertici militari della Nato. Un attacco russo ha centrato un edificio residenziale a Pryluky, nella regione di Chernihiv, provocando nove morti, tra cui tre bambini. È uno dei bilanci più pesanti della nuova ondata di raid che nella notte ha investito Kiev e altre dodici regioni dell’Ucraina. Il presidente Volodymyr Zelensky parla di un “regalo” fatto dall’esercito russo a Putin per il giorno del suo compleanno: “Solo oggi sono morte 11 persone”. Mentre i soccorritori continuano a scavare tra le macerie, a Kiev arriva il Comitato Militare della Nato, guidato dall’ammiraglio italiano Giuseppe Cavo Dragone e invitato dal comandante delle forze armate ucraine Mykhailo Drapatyi.
I raid su diverse regioni ucraine
L’attacco sulla regione di Chernihiv ha colpito un condominio di cinque piani mentre gli abitanti erano nelle loro case. Il bilancio, inizialmente fermo a quattro vittime, è salito nelle ore successive a nove, con tre bambini tra le persone recuperate dalle macerie. Almeno venti persone sono rimaste ferite nelle prime ore dei soccorsi. Le operazioni sono proseguite mentre polizia, vigili del fuoco e personale medico cercavano eventuali superstiti.
La notte di attacchi non ha riguardato soltanto quella regione. Secondo il presidente ucraino Zelensky, infrastrutture e abitazioni sono state colpite in diverse aree del Paese. A Dnipro cinque condomini sono stati danneggiati, mentre a Kremenchuk quattro edifici sono stati colpiti, con due morti e otto feriti. Un grattacielo è stato danneggiato da un drone a Zaporizhzhia. A Kiev si registrano altre vittime, così come a Oleksandriya. Il presidente ucraino ha riferito complessivamente di 11 morti nella giornata.
Il riferimento di Zelensky al compleanno di Putin aggiunge un elemento politico alla condanna dell’attacco. Il presidente ha definito le operazioni russe una sorta di “regalo” al leader del Cremlino, sottolineando che tra gli obiettivi ci sono state anche abitazioni civili. Mosca, dal canto suo, sostiene di aver colpito obiettivi legati alla produzione militare ucraina.
La Nato arriva a Kiev
Mentre le sirene tornano a suonare, nella capitale ucraina si trova il Comitato Militare della Nato, la più alta autorità militare dell’Alleanza. La delegazione è presieduta dall’ammiraglio italiano Giuseppe Cavo Dragone, presidente del Comitato dal gennaio 2025, ed è arrivata su invito di Mykhailo Drapatyi, comandante in capo delle Forze armate ucraine.
La visita era stata annunciata già in agosto dallo stesso Drapatyi e rappresenta il ritorno del Comitato Militare in Ucraina dopo otto anni. Al centro dei colloqui ci sono le priorità militari di Kiev e le lezioni apprese sul campo, con l’obiettivo di rafforzare la preparazione degli Alleati davanti alle minacce attuali e future.
“Insieme all’intero Comitato militare della Nato, ci siamo recati ieri a Kiev per ribadire il nostro sostegno incondizionato all’Ucraina”, ha scritto Cavo Dragone. Il presidente del Comitato ha spiegato che i colloqui con Drapatyi si sono concentrati sulle priorità militari e sugli insegnamenti della guerra. La delegazione, composta dai rappresentanti militari dei 32 Paesi dell’Alleanza, ha inoltre reso omaggio al Muro della Memoria dedicato ai caduti ucraini.


