Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella depone una corona di fiori dinanzi alla lapide che ricorda il tragico agguato all'On. Aldo Moro ed agli uomini della sua scorta , oggi 16 marzo 2018. ANSA/Paolo Giandotti - Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica EDITORIAL USE ONLY NO SALES

Via Fani quarant'anni dopoRoma celebra Aldo Moroil 16 febbraio il rapimento

Presenti più alte cariche dello stato Gabrielli: vergogna i brigatisti in tv

Sono appena passate le 9 del mattino quando un commando delle Brigate Rosse uccide i componenti della scorta di Aldo Moro e sequestra il presidente della Democrazia Cristiana. Iniziano così i 55 giorni che cambiarono la storia del nostro paese.

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Oggi, a 40 anni da quella giornata, le più importanti cariche dello stato si sono date appuntamento nel quartiere Nomentano per la commemorazione: “Una mattina di 40 anni fa il più grave attacco alla Repubblica. L’Italia rende omaggio a un grande leader politico, ai carabinieri Leonardi e Ricci e agli agenti di Polizia Iozzino Rivera e Zizzi” uccisi durante la sparatoria, scrive dalla sua pagina Twitter il presidente del consiglio Paolo Genitloni.  Il presidente Sergio Mattarella “ha deposto una corona di fiori in via Mario Fani” si legge in una nota del Quirinale. “Erano presenti alla cerimonia il presidente del Senato, Pietro Grasso, la presidente della Camera dei Deputati, Laura Boldrini e altri rappresentanti delle istituzioni”.

Proprio Boldrini ha definito quei giorni “una notte lunga che si concluse tragicamente con l’omicidio dello statista democristiano.  Il terrorismo fu sconfitto. Ma l’Italia non fu più la stessa perché con la morte di Aldo Moro la politica perse un protagonista colto e appassionato del progetto di inclusione delle forze politiche e sociali nella vita democratica del Paese” ha concluso Boldirini.

Ha parlato di quella mattina anche il capo della Polizia, Franco Gabrielli: “In via Fani c’erano 6 uomini dalla parte delle istituzioni, cinque morti subito e uno dopo 55 giorni, e un commando di brigatisti, terroristi e criminali. Oggi riproporre questi personaggi in asettici studi televisivi come se stessero discettando della verità rivelata credo sia un oltraggio per tutti noi e soprattutto per chi ha dato la vita per questo Paese. Scrivere ‘dirigenti della colonna delle brigate rosse’ è un pugno allo stomaco. Non so se sia stato scritto mai di Riina ‘dirigente di Cosa Nostra’. La parola ‘dirigente’ nobilita, sarebbe stato più giusto dire criminale e terrorista” ha concluso l’ex prefetto di Roma.

Nell’occasione è stato inaugurato in Via Fani anche un memoriale: “Il Comune di Roma non vuole solo rendere omaggio, ma vuole ricostruire uno spirito di comunità celebrando momenti molto importanti come questo –ha dichiarato la sindaca di Roma, Virginia Raggi. Io sono cresciuta con il pensiero di essere nata nell’anno di Moro, uno spartiacque. Quel giorno ha segnato un confine tra quello che sembrava impossibile e quello che è stato possibile. Ci sono dei momenti che non si devono ripetere ma per questo è necessario non dimenticare”, ha spiegato la sindaca, ringraziando soprattutto le forze dell’ordine “che ogni giorno in silenzio fanno il loro lavoro perché sono uomini di Stato”.

Il memoriale è stato inaugurato dopo che, il 21 febbraio scorso, qualche vandalo ha imbrattato la targa di via Fani.

William Valentini

Si laurea in Scienze Politiche con una tesi sullo sviluppo delle politiche sportive in Urss. Considera lo sport una manifestazione sociale, non una mera competizione. Ha collaborato con diverse testate on line e con la rivista Ama Roma, raccontando i club sportivi romani. Adesso scrive su Crampi Sportivi.