HomePolitica Voto italiani all’estero, la Farnesina al lavoro per garantire la sicurezza

Voto italiani all'estero
la Farnesina al lavoro
per garantire la sicurezza

In palio 18 seggi, che nel 2006 furono

decisivi per il primo governo Prodi

di Davide Di Bello20 Febbraio 2018
20 Febbraio 2018

Ci sono voti che verranno espressi prima del 4 marzo. Sono quelli degli italiani all’estero, che hanno tempo fino a giovedì 1 marzo per spedire la loro scheda elettorale o consegnarla alle sedi diplomatiche. Sono circa 4 milioni e 300mila, sparsi in 177 paesi, i connazionali con diritto di voto residenti fuori dai nostri confini, a cui vanno aggiunti più di 30mila concittadini temporaneamente all’estero. In palio ci sono 18 seggi: 12 per la Camera e 6 per il Senato. Un bacino di voti che, in occasione di un risultato incerto, potrebbe fare la differenza, come già accaduto nel 2006, quando il voto dall’estero è stato introdotto per la prima volta.

Allora, Romano Prodi la spuntò di un soffio su Silvio Berlusconi, riuscendo a garantirsi una risicatissima maggioranza al Senato proprio grazie consensi provenienti fuori dalla penisola. Nelle ultime consultazioni politiche, cinque anni fa, il voto degli italiani oltre confine fu decisivo per determinare il ruolo di primo partito tra Pd e M5S.

Ma da quando la legge Tremaglia lo ha consentito, il voto per corrispondenza è stato sempre il più contestato. Consapevole del rischio brogli e irregolarità ai quali sono esposte le schede elettorali nel tragitto verso l’Italia, spesso falsificate, vendute o sottratte ai legittimi proprietari, il ministero degli Esteri si sta adoperando per garantire ai connazionali la libertà e la segretezza del voto. La Farnesina ha disposto nuove misure di controllo: diplomatici a presidiare le buste nelle tipografie, codici a barre per renderne tracciabile il percorso, carabinieri che vigileranno sulle varie fasi del procedimento di voto. Uno sforzo pensato per minimizzare il rischio di contraffazione della schede elettorali in viaggio verso l’Italia. Più difficile, invece, che riesca a spegnere le polemiche che le inseguono da 12 anni a questa parte.

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