Fuorisede senza votola denuncia dell'Udu"Un diritto mancato"

Costi altissimi per raggiungere i seggi Una fotopetizione degli studenti

“Il diritto di voto è un diritto costituzionalmente riconosciuto, eppure migliaia di studenti universitari oggi non lo hanno potuto esercitare, oppure lo hanno fatto affrontando importanti spese economiche. Per questo, nel giorno del voto, abbiamo voluto denunciare il problema con una fotopetizione”. Non usa mezzi termini Elisa Marchetti, coordinatrice nazionale dell’Unione degli Universitari per denunciare le condizioni degli studenti fuorisede per i quali, di fatto, l’unica condizione per esercitare il diritto di voto è spendere molti soldi che non tutti possono permettersi. E’ vero che esistono dei rimborsi e delle tariffe agevolate, ma quando i chilometri da percorrere diventano molti, anche la tariffa agevolata ha un costo insostenibile, specie per chi è costretto a prendere l’aereo.

Per sensibilizzare le istituzioni a questo tema, che ormai sarà materia per il prossimo Parlamento, se qualche forza politica raccoglierà il loro appello, gli studenti dell’Udu hanno realizzato con creatività una fotopetizione. Nelle foto si vedono gli stedenti che hanno in mano dei cartelli, ognuno indicante la destinazione, la lunghezzadel viaggio e il costo del biglietto.

“Abbiamo bollato questo problema come una vera e propria limitazione della democrazia, al pari della mancata emanazione della legge sullo ius soli che ha impedito in questa tornata elettorale a migliaia di studenti universitari, cittadini italiani a tutti gli
effetti, di poter esercitare il diritto di voto”, prosegue la Marchetti che lamenta una sorta di ipocrisia delle istituzioni quando parlano della distanza dei giovani dalla politica.

Il Rosatellum, tra le numerose critiche che ha ricevuto dal momento del suo varo, secondo l’organizzazione degli universitari è stata un’occasione mancata per riflettere sul tema. L’Udu infatti equipara i problemi di mobilità elettorale degli studenti a quella di molti lavoratori, spiegando che spesso le due figure non sono separate e lo studente-lavoratore è un unico soggetto con il medesimo problema di raggiungere il seggio elettorale. Un impegno che i giovani chiedono da subito al prossimo governo d’inserire nella propria agenda