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HomeEconomia Dietrofront sulla Manovra. Dopo lo stop della Lega la salta stretta pensioni. Pd: “Giorgetti si dimetta”

Legge di Bilancio 2026
dopo lo scontro Lega-Giorgetti
Salta stretta su pensioni

Le opposizioni: "Giorgetti si dimetta"

Testo atteso in Senato il 22 dicembre

di Flavia Falduto19 Dicembre 2025
19 Dicembre 2025
Riforma fisco

Il ministro dell'Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, foto Ansa

ROMA – La frenata della Lega cambia la legge di Bilancio. Lo scontro consumatosi all’interno del Carroccio ha come bersaglio il ministro dell’Economia leghista Giancarlo Giorgetti. A far discutere sono gli emendamenti sul riscatto laurea e la stretta sulle pensioni. Il primo è stato stralciato e “finirà in un decreto la prossima settimana”, riferisce il ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani.

La stretta sulle pensioni e il riscatto laurea accendono lo scontro

Come si legge sul quotidiano La Repubblica, il senatore della Lega Claudio Borghi avrebbe minacciato di non votare l’emendamento in commissione Bilancio del Senato sull’aumento dell’età pensionistica. Mentre il capogruppo leghista al Senato Massimiliano Romeo ha smentito le voci dello scontro interno al partito: “Ho chiamato Giorgetti e anche lui sostiene che sia possibile utilizzare fondi alternativi alla stretta sulle pensioni, incluso l’intervento sulle finestre”. E ancora: “I tecnici del Mef e la Ragioneria insistevano sulle pensioni e questa cosa andava avanti da ore”. Per questo motivo, continua Romeo, “abbiamo deciso di cancellare quelle misure facendo un emendamento più light”.

Il centro sinistra chiede le dimissioni di Giorgetti

La presunta bagarre interna alla Lega ha provocato la reazione del centrosinistra. “Il ministro dell’Economia è stato completamente smentito dal suo stesso partito. Chiediamo che venga in Parlamento”, dice il capogruppo del Partito Democratico al Senato Francesco Boccia. Poi, l’affondo: “Se non è più in grado di fare il ministro, rassegni le dimissioni”.

Le misure eliminate dal testo della Manovra

Intanto riprendono i lavori della commissione Bilancio al Senato. Il testo della Manovra è atteso a Palazzo Madama per il voto finale lunedì 22 dicembre. Dovrebbe approdare alla Camera il giorno successivo. Oltre alla stretta sulle pensioni, saltano anche le norme sul Tfr – il trattamento di fine rapporto – per i nuovi assunti. La misura prevedeva l’adesione automatica alla previdenza complementare per i lavoratori dipendenti del settore privato di prima assunzione.

I nuovi emendamenti

Tra le nuove disposizioni depositate, invece, il nuovo emendamento sull’iper ammortamento e sulla rimodulazione del Pnrr. Cambia, poi, la ritenuta d’acconto per le imprese: il nuovo emendamento anticipa la misura al 2028 con un’aliquota pari allo 0,5%, che salirà all’1% nel 2029. Via libera, invece, all’emendamento sull’oro di Bankitalia.

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