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HomeEconomia Primo via libera all’accordo con il Mercosur. Macron: “La Francia voterà contro”

Ue, primo ok al Mercosur
Macron: "Voteremo contro"
Parigi bloccata dai trattori

Si oppongono anche Irlanda e Ungheria

Lollobrigida: "Manca l'ultimo miglio"

di Leonardo Macciocca09 Gennaio 2026
09 Gennaio 2026

Manifestanti del sindacato Coordinamento rurale protestano davanti all'Assemblea Nazionale per spingere il governo francese a bloccare l'accordo commerciale con il Mercosur, a Parigi, l'8 gennaio 2026 | Foto Ansa

BRUXELLES – La maggioranza dei Paesi Ue ha dato il primo via libera alla firma dell’accordo di libero scambio con il blocco sudamericano del Mercosur, che comprende Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay. Il placet è arrivato dagli ambasciatori dei 27 Stati membri riuniti al Comitato dei Rappresentanti Permanenti (Coreper).

Parigi bloccata: “No al Mercosur”

Il presidente francese, Emmanuel Macron, ha annunciato il voto contrario della Francia al trattato sul Mercosur. Ciò nonostante, le proteste degli agricoltori non si arrestano nel Paese. Il 9 gennaio Parigi è ancora assediata dai trattori: a quelli del Coordinamento rurale, si sono aggiunti i mezzi di un altro sindacato della categoria, la Confédération Paysanne, e tutti insieme stanno bloccando tratti del périphérique, la tangenziale attorno a Parigi. Gli agricoltori transapilni temono che, nonostante il passo indietro di Macron, il trattato di libero scambio fra l’Ue e alcuni Paesi latino-americani, negoziato per 25 anni, sarà certamente approvato all’inizio della settimana prossima. Per questo motivo all’alba del 9 gennaio anche i primi sei trattori della Confédération Paysanne sono sbarcati sul périphérique, bloccando la circolazione dopo le 7 e gridando “No, no, no al Mercosur”.

Timore per la concorrenza sleale

Agli occhi degli agricoltori francesi, mobilitati anche a Bordeaux, l’intesa rappresenta una minaccia diretta: senza clausole di salvaguardia, meccanismi “specchio” e controlli rafforzati, il timore – espresso anche in Italia da Coldiretti, che ha ribadito la propria opposizione se non ci sarà “reciprocità” – è di essere travolti dalla concorrenza sleale. Tanto da spingere la protesta fin sotto all’Assemblea nazionale, dove il clima si è fatto incandescente.

Italia verso il sì

L’Italia avrà un ruolo decisivo per l’approvazione del partenariato. Il nostro Paese è più incline a sciogliere le ultime riserve, dopo aver accolto le nuove concessioni dell’esecutivo comunitario. Dalla riduzione dei dazi sui fertilizzanti importati, all’esenzione degli stessi dal meccanismo di tassazione sul carbonio. Misure coerenti con la linea indicata dalla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che aveva subordinato il sì a garanzie solide per gli agricoltori. Per il via libera manca ancora “l’ultimo miglio”, ha osservato il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, riferendo che i diplomatici sono al lavoro per verificare che le garanzie “siano supportate da elementi tecnici e politici”.

Anche Irlanda e Ungheria contrarie

Anche l’Irlanda sposa la visione francese: secondo Dublino le tutele dell’Ue sono “insufficienti”. Si oppone inoltre l’Ungheria, preoccupata per il rischio di un’apertura all’import sudamericano a scapito dei redditi rurali.

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