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HomePolitica Scontri di Torino, il governo rilancia: scudo penale e fermo preventivo

Torino, scontri per Askatasuna
il governo rilancia
sul nuovo decreto sicurezza

Scudo penale e fermo preventivo

Salvini: cauzione per gli organizzatori

di Antonio Fera02 Febbraio 2026
02 Febbraio 2026

Scontri tra manifestanti e forze dell'ordine durante il corteo contro lo sgombero del centro sociale Askatasuna, Torino 31 gennaio 2026 | Foto Ansa

TORINO – “Non è una protesta, non sono scontri. Si chiama tentato omicidio”. L’urgenza con cui il governo intende rispondere ai fatti di Torino è tutta racchiusa nelle parole che Giorgia Meloni pronuncia all’indomani dei tafferugli tra antagonisti e forze dell’ordine al corteo per Askatasuna. “Faremo quello che serve per ripristinare le regole in questa Nazione”, è l’affondo della premier. Dopo la visita a due degli agenti rimasti feriti e ricoverati all’ospedale “Le Molinette”, Meloni svela su X le prossime mosse dell’esecutivo: “Ho convocato una riunione per domattina (oggi per chi legge – ndr) per parlare delle minacce all’ordine pubblico di questi giorni e per valutare le nuove norme del decreto sicurezza”.

Dal corteo agli scontri

Dalla protesta alla violenza nel giro di poche ore. Il 31 gennaio scorso, a Torino, quella che era iniziata come una manifestazione pacifica si è trasformata in una lunga notte di guerriglia urbana durante il corteo per Askatasuna. Con l’arrivo del buio, sono scoppiati gli scontri con la polizia, tra incendi e devastazioni, fino al brutale pestaggio di un agente di 29 anni, Alessandro Calista. Colpito con calci, pugni e persino un martello, il poliziotto giunto da Padova con i suoi colleghi per sedare la rivolta di Torino, è stato salvato da un altro agente, intervenuto per difenderlo e per questo rimasto anch’egli ferito.

Arrestato uno dei presunti aggressori

Uno dei presunti autori dell’aggressione al poliziotto, un ventiduenne proveniente dalla provincia di Grosseto, è stato arrestato in flagranza differita. È accusato di concorso in lesioni personali a pubblico ufficiale: il giovane è stato individuato attraverso l’analisi di alcuni filmati che ritraggono i componenti del gruppo responsabile del pestaggio. Il ventiduenne è stato anche denunciato per violenza a pubblico ufficiale, essendo stato ripreso in un’altra occasione mentre lanciava corpi contundenti contro le forze dell’ordine, e per rapina in concorso, facendo parte del gruppo che, oltre a provocare lesioni al poliziotto, lo ha anche privato dello scudo, del casco e della maschera antigas. Il 22enne fermato è incensurato e, da quanto emerso, apparterebbe alla galassia anarchica.

La premier Meloni in visita agli agenti

All’indomani degli scontri, Meloni si è recata all’ospedale “Le Molinette” di Torino per fare visita ai due agenti rimasti feriti. “Ora sarò chiara. Questi non sono manifestanti. Questi sono criminali organizzati. Quando si colpisce qualcuno a martellate, lo si fa sapendo che le conseguenze possono essere molto, molto gravi. Non è una protesta, non sono scontri. Si chiama tentato omicidio”, ha scritto la presidente del Consiglio su X, dove ha pubblicato le foto in cui stringe le mani ai due poliziotti.

In arrivo un nuovo decreto sicurezza

La sicurezza, tornata al centro del dibattito anche dopo i fatti di Torino, rientra nell’agenda del governo. Alle 11.30 la premier ha riunito i vice Antonio Tajani (in collegamento dalle regioni colpite dal maltempo) e Matteo Salvini. Con loro anche i ministri Matteo Piantedosi, Guido Crosetto e Carlo Nordio. Oltre ai sottosegretari Giovanbattista Fazzolari e Alfredo Mantovano. Poco più di un’ora di vertice, con la riunione terminata intorno alle 12.45 e un nuovo consiglio dei ministri in programma per mercoledì pomeriggio ma non ancora convocato ufficialmente. Il pacchetto di norme a cui sta lavorando l’esecutivo dovrebbe essere composto da un decreto legge e da un disegno di legge. Ci dovrebbe essere lo “scudo” per gli agenti, cioè la tutela processuale per evitare l’iscrizione automatica nel registro degli indagati “quando l’uso delle armi o della forza avviene per legittima difesa o stato di necessità”. Oltre a questo, in risposta alle violenze di queste settimane, anche lo stop alla vendita di coltelli per i minori, e il fermo preventivo di 12 ore “per i facinorosi con precedenti specifici che vanno a manifestare”.

Piantedosi: “Fermare preventivamente i soggetti pericolosi”

“Finalità e metodi del corteo di Torino hanno un’evidente matrice eversiva e, quindi, potenzialmente terroristica, che va affrontata con strumenti adeguati”. A dirlo in un’intervista a La Stampa è il ministro dell’Interno Piantedosi. “Il filtro preventivo avrebbe potuto essere rafforzato dalla possibilità di praticare il fermo di polizia per almeno 12 ore, misura che abbiamo previsto tra le norme da approvare. È rivolta proprio a bloccare preventivamente soggetti di cui già si conoscono intenzioni e attitudini”. Quanto ai manifestanti, pacifici, “è bene uscire dall’ipocrisia di una netta differenza tra questi delinquenti e la gran parte dei cosiddetti manifestanti pacifici – aggiunge Piantedosi – le forze di polizia riferiscono che a Torino, nel momento in cui la manifestazione è stata predisposta alle violenze, molti dei cosiddetti manifestanti pacifici hanno fatto scudo fisico”. Al Messaggero il ministro ha anche spiegato che “siamo sicuramente di fronte a un terrorismo urbano di stampo eversivo che è alla ricerca di ogni pretesto per perseguire l’obiettivo dell’insurrezione”.

La Russa: “La responsabilità è di chi organizza I rischi si sapevano”

Secondo il presidente del Senato Ignazio La Russa, quanto accaduto a Torino non è stato frutto di una degenerazione spontanea, ma di una “violenza immotivata e ricercata”, con una “decisione preventiva di attaccare lo Stato colpendo la Polizia”. In un’intervista a Il Giornale, La Russa parla di “responsabilità politiche di chi organizza e legittima cortei in solidarietà con centri sociali illegali”, sostenendo che l’epilogo violento fosse prevedibile. “Il corteo era la conditio sine qua non perché i black bloc potessero esercitare la violenza”, afferma, aggiungendo che chi promuove queste manifestazioni “sa che sta alimentando i pesci”.

Salvini: “Una cauzione per chi organizza le manifestazioni”

“Sabato abbiamo visto azioni terroristiche, quando ci sono attacchi da tre lati a pattuglie che vengono isolate, e stiamo parlando di professionisti”. Così il vicepremier Matteo Salvini a Rtl 102.5. Il leader della Lega ha poi aggiunto: “Io ricordo che alla Lega in passato venne chiesto di lasciare una cauzione in caso qualche cretino avesse fatto un danno, noi le abbiamo lasciate e non abbiamo mai perso un euro. Ritengo ragionevole responsabilizzare chi organizza cortei da un punto di vista assicurativo. Noi proponiamo che questo provvedimento entri in questo pacchetto con una corsia accelerata”.

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