NAPOLI – Musica ad alto volume che gli impediva di dormire. Giuseppe Musella, 28 anni, reo confesso, avrebbe ucciso la sorella Jlenia, 22 anni, per questo motivo. L’ha colpita con un fendente alla schiena che non le ha lasciato scampo. Una morte che ha gettato il rione Conocal di Ponticelli, quartiere periferico di Napoli, nello sgomento.
La confessione del fratello
L’uomo ha confessato il femminicidio dopo che si è consegnato spontaneamente alla polizia. A indagare sulla vicenda sono gli agenti della Polizia di Stato coordinati dalla Procura, con i pm Ciro Capasso e il procuratore aggiunto Alessandro Milita. La ragazza è stata colpita alle spalle con un coltello ieri pomeriggio, 3 febbraio. Dopo essere stata trasportata all’ospedale Villa Betania, è lì poi deceduta.
Jlenia abbandonata da un’auto davanti all’ospedale
La giovane è stata trasportata in ospedale da una persona anonima che l’ha abbandonata davanti all’ingresso della struttura. Le sue condizioni sono apparse immediatamente disperate e, nonostante i soccorsi, non c’è stato nulla da fare. Il 28enne, al momento, si trova all’interno del carcere partenopeo di Secondigliano, mentre non è stata ancora ritrovata l’arma del delitto.
Un omicidio dopo accesi contrasti
Gli investigatori si erano messi sulle tracce del giovane sin da subito. Già dalle prime ore si pensava a un’omicidio avvenuto durante una lite familiare. I due vivevano assieme – sia la madre che il patrigno sono attualmente detenuti – e dalle indagini starebbe emergendo un quadro di accesi contrasti.
Gratteri: “Si uccide per futili motivi”
“Ci sono rioni, come il Conocal”, ha commentato la vicenda il procuratore di Napoli Nicola Gratteri, “dove spesso si uccide per futili motivi”. A fargli eco il prefetto della città Nicola di Bari, che ha definito la vicenda “una tragedia”. “Sono addolorato”, è il commento del sindaco partenopeo Gaetano Manfredi, “per la morte di quesa giovane ragazza di Ponticelli”.


